Per conservare la poltrona i politici sanno stare in equilibrio più dei funamboli

- Opinioni IlVaglio.it
La sede della Provincia di Benevento
La sede della Provincia di Benevento

Il primo smottamento ufficiale dopo la 'rivoluzione poco gentile' di qualche settimana fa (leggi), in Forza Italia del Sannio, è dalle parti di Paolisi. Il primo cittadino del comune caudino, Carmine Montella, anche consigliere provinciale, ha detto 'stop' (leggi). E, annunciandolo nel corso della riunione assembleare del 10 luglio, si è dimesso da capogruppo degli “azzurri” alla Rocca dei Rettori - ma il plurale è, questo sì, un modo di ingentilire la portata del clamoroso gesto, visto che Montella è capogruppo solo di se stesso.

Naturalmente conta l'aspetto simbolico, si dirà. Ovvero l'espressione palese del dissenso, perché tale è la non dichiarata professione di fedeltà al precedente 'gruppo' dirigente di Forza Italia (De Girolamo, Errico), rispetto al nuovo corso voluto dal coordinamento regionale, ed individuato in provincia nelle figure di Mauro, Russi, Ciccopiedi.

Montella, peraltro, è stato – da buon politico – piuttosto attento a soppesare le parole e ricorrere a risaputi bizantinismi: “Resto fortemente saldo nella mia ideologia di centrodestra ma mi ritrovo nella condizione di dover dimettermi dal ruolo ad oggi rivestito e di dichiararmi indipendente”.

La traduzione è la seguente: il sindaco caudino lascia a metà, perché in disaccordo con Forza Italia ma non col centrodestra, cui si sente organico. Di conseguenza, lascia una carica 'virtuale' senza che quest'abbandono abbia alcuna conseguenza sulla sua carica/poltrona di consigliere provinciale.

Questa volta – ecco la novità - non c'è stato l'appello al rispetto della volontà degli elettori, che è poi la foglia di fico per tali circostanze di contrasti politici. Però, va pure ricordato che le elezioni provinciali - le ultime, quelle che hanno condotto Montella alla Rocca risalgono all'11 gennaio 2017 (leggi) - sono di 'secondo grado', in base alla riforma incompiuta legata alla cosiddetta Legge Delrio (56/2014). In pratica, il Consiglio provinciale viene eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali, cioè dagli eletti: mai come in questo caso, dunque, il voto è espressione diretta di una rappresentanza specifica e già consolidata, quindi è decisamente “partitico”. Ma, nel caso Montella in oggetto, di un partito che ha contribuito a renderlo consigliere provinciale, nel quale non si riconosce più, pur riconoscendosi consigliere.