L'Università del Sannio sprofonda all'ultimo posto tra i piccoli atenei. Ma il rettore vuole il risarcimento dal Censis

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La sede del Rettorato in Piazza Guerrazzi a Benevento
La sede del Rettorato in Piazza Guerrazzi a Benevento

La classifica va letta nei dettagli: “Paghiamo per gli anni in cui il diritto allo studio non era ancora come oggi fortemente migliorato, - questa la dichiarazione di un anno fa (luglio 2017) del rettore di Unisannio Filippo De Rossi al Corriere del Mezzogiorno in occasione del rapporto 2017 del Censis sulle università italiane, che allora collocava, fra i piccoli atenei, l'Università del Sannio al penultimo posto, dinanzi solo a quella molisana. “Noto che è la voce borse di studio a penalizzare un po' tutta la Campania ed a portarci nelle ultime posizioni. Qui il presidente De Luca ha rimesso tutto in ordine, ma dal 2016”. Meno male.

Deve essere stato il Censis, dunque, ad averla – per forza - combinata davvero grossa. Dal basso della sua esperienza ultracinquantennale (è stato fondato nel 1964) in tema di ricerche socio/economiche, condensate poi in specifici Rapporti, il Centro oggi presieduto dal sociologo Giuseppe De Rita qualche giorno fa ha diffuso la sua articolata classifica – relativa al 2018 - sul sistema universitario nazionale. E nel segmento dei piccoli atenei, quelli fino a 10.000 iscritti, è ricomparsa l'Unisannio, quest’anno a chiudere il gruppo, preceduta pure dall'Università del Molise (l’unica che, come detto, la beneventana aveva preceduto, un anno fa).

Un lento smottamento verso il basso dell’ateneo di Benevento, dunque, che fotografa una realtà in linea con la decadenza socioeconomica, politica e culturale della città e che, per giunta, si sta consumando – sorta di poco piacevole pagella - in dirittura d'arrivo del rettorato di Filippo De Rossi, al vertice dall'1° novembre 2013, per sei anni.

Il quale rettore, rispetto alla pacatezza d'analisi ed alle certezze politiche di un anno fa, ma soprattutto a dati sostanzialmente simili se non in discesa nei settori più 'sensibili' verso cui era almeno riuscito a reperire giustificazioni, per contrappasso, quest’anno alza il tiro. Guardando, come sempre accade in tali casi, al di fuori piuttosto che dentro: “Prenderò in considerazione l'idea di una azione risarcitoria nei confronti del Censis che ha stilato una classifica troppo frettolosa e non veritiera”, ha dichiarato De Rossi a LabTv il 5 luglio.

Un iter giudiziario rispetto al quale porsi in fervida e fiduciosa attesa, stante il clamoroso, inaspettato, sorprendente, incredibile, vergognoso, inatteso, sconcertante, inopinato, imprevisto declassamento sancito da siffatta graduatoria: un posto in meno. Sia pure dal penultimo all'ultimo.