Chi sale e chi scende: la programmazione del BCT e l'affannosa rincorsa della sgonfia Città Spettacolo

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa
Frascadore, Mastella e Picucci
Frascadore, Mastella e Picucci

Se ci si limita alla lettura delle carte, ovviamente ufficiali, c’è di che pensare nel porre, per esempio, a confronto manifestazioni nascenti che stanno acquistando considerazione e ‘tradizione’ a suon di pubblico e manifestazioni datate che la tradizione ormai dovrebbero averla nel Dna. Non ci vuole la zingara, insomma, per scoprire che il festival BCT (che ha appena concluso la sua seconda edizione) e la Città Spettacolo (che dovrà aprirsi a fine agosto per la sua trentanovesima volta) potrebbero/dovrebbero essere i due versi della medesima medaglia da appendere al collo per qualificare la proposta culturale cittadina.

Intanto, parlare del BCT è scivoloso, si sono adombrate in passato prevenzioni e urtate suscettibilità anche solo nel ricordare la gratuità sostanziale degli eventi ed i relativi grandi numeri, collegati alla ovvia popolarità degli intervenuti. Perché è questo l’aspetto essenziale del bilancio che è venuto fuori nelle analisi del giorno dopo, in un contenitore però - e va detto - variegato, interessante e in grado di andare oltre la facilità garantita dai confronti in piazza e la distribuzione bilanciata di premi e/o riconoscimenti.

Quel che però preme sottolineare è il fatto che – come ha scritto Il Mattino dell’11 luglio – il direttore artistico Antonio Frascadore “prima del concerto di Piovani ha già dato appuntamento a luglio 2019, dal 4 al 9 per la terza kermesse”, pensando “di conservare sempre la stessa data, in modo da riempire con una casella fissa il programma culturale ed artistico della città”.
Guardare al domani, insomma, magari con voglia rinnovata dal crescente successo e idee innovative. Si vedrà, ma si può dedurre – per contrario – che certe crescite avvengono anche grazie a un concomitante svuotamento. Quello del festival di teatro Benevento Città Spettacolo.

Aiuta meglio a comprendere la lettura di una recente (9 luglio) Delibera di Giunta (assenti gli assessori Orlando, De Nigris e, per quanto si parli del suo stesso settore, pure l’assessore Picucci) n. 159, dal titolo: “Piano strategico Cultura e Beni Culturali – Programmazione 2018-Presa d’atto delle delibere di Giunta Regione Campania nn. 653/2017 - 285/2018 - 411/2018. Atto di indirizzo”.
La prima delle tre delibere regionali riguarda il finanziamento della rassegna teatrale 2018/2019 in città (250.000 euro), mentre – ciò che più interessa – le altre due riguardano Città Spettacolo. Sono due perché contemplano la porzione originaria di finanziamento, 100.000 euro, e quella di “integrazione” (altri 50.000 euro) dopo le proteste sollevatesi per la riduzione del budget, in prima battuta, rispetto all’anno scorso.

Ebbene, la Giunta Mastella, appunto il 9 luglio, assunto il finanziamento in questione, ha deliberato, su proposta dell’assessore (assente) Picucci, di “demandare al Sindaco l’individuazione del Direttore Artistico deputato alla realizzazione, organizzazione ed attuazione del programma della manifestazione”, incarico fiduciario da affidarsi “intuitu personae” a qualcuno da scegliere all’interno di una short list approvata il 5 luglio e piuttosto 'mimetizzata', per così dire, nelle pieghe amministrative, al punto da risultare non consultabile in alcun modo, in barba alla trasparenza.

Anticipazioni (il concerto di Fiorella Mannoia in apertura, il 25 agosto) o chiacchiere mediatiche a parte, è quindi piuttosto semplice confrontare il modo di riempire una “casella fissa” del "programma culturale ed artistico della città”: da una parte programmando, come nell’annuncio di Frascadore per il BCT, con largo anticipo la nuova edizione del festival (quindi già il futuro); dall'altra parte programmando (la Delibera è un atto ufficiale e a esso è giusto attenersi), come sta facendo il Comune per Città Spettacolo, l’individuazione del Direttore Artistico da cui evidentemente dovrà discendere la “realizzazione, organizzazione ed attuazione del programma” quasi in dirittura d’arrivo del tempo destinato al calendario dell’evento (quindi ancora il presente). Gli annessi e connessi sono comprensibili.

Pare dunque proprio corretto sostenere che per chi è in rampa di lancio (BCT) ci sono orbite di successo alla portata, e per chi ufficialmente si riduce agli ultimi giorni siamo al mero gesto di cortesia del salvagente lanciato a un progetto quasi quarantennale (Città Spettacolo), nella speranza che non sia sgonfio del tutto.