Centro disabili a rischio a Benevento: la nota stonata dell'assessora dopo quella del dirigente

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Anna Orlando
Anna Orlando

E' proprio così: il dirigente e l’assessora viaggiano nella stessa direzione. Guida amministrativa e politica in tema di politiche Sociali al Comune di Benevento hanno un uguale sentire, ovvero provano comune insofferenza dinanzi alle contrarietà, sia amministrative sia politiche, che – giustamente o meno – si parano loro innanzi sotto forma di manifestazioni o critiche.
Le parole piuttosto dure del dirigente Verdicchio in replica al CSP “E' più bello insieme” sono state dunque fatte proprie e in sostanza rilanciate con più autorevole vigore politico dall'intervento dell'assessora forzista Anna Orlando dopo la protesta inscenata da operatori, disabili, familiari che fanno riferimento al ricordato Centro (leggi).

La Orlando, entrata nel 2016 in Consiglio comunale dopo la chiamata di Antonio Reale nell'Esecutivo a guida Mastella, ascesa al soglio della Giunta nello scorso mese di maggio attraverso una classica operazione politica di palazzo, sostenuta da Forza Italia, per l'estromissione della precedente assessora al ramo (pure forzista) Patrizia Maio e fondata su motivazioni piuttosto eteree, non è che avesse dato eccessiva prova di sé in questa legislatura mastelliana. Se si escludono naturalmente l'intervento di “bonifica” dei giardinetti del viale degli Atlantici di cui s'è fatta carico a livello personale (maggio 2017) ma del tutto occasionale, o il severo cronoprogramma, poi sparito, di sopralluoghi per verificare le eventuali inadempienze degli sponsor nel progetto “Adotta un'aiuola” predisposto da Presidente della Commissione consiliare Ambiente, dove evidentemente ha maturato anche l'esperienza necessaria per transitare alle Politiche Sociali.

Pulpito dal quale, con una punta di malizia, ha inteso ricordare, appunto in occasione della manifestazione inscenata dal CSP “E' più bello insieme”, che “la cooperativa sociale 'La Solidarietà' non gestisce il centro come fatto caritatevole bensì mediante retribuzione, tant’è vero che dal 2015 ad oggi il Comune ha erogato ben 350.000,00 euro alla suddetta cooperativa”.
E' un modo, classico, per provare a depotenziare la protesta, mostrando però una altrettanto classica debolezza di motivazioni. Torti e ragioni, nella disputa, importano poco.

Sorgono però alcune domande: il Comune questi 350000 euro li ha regalati?
O erano previsti secondo una qualsiasi normativa, un qualsiasi bando?
Il lavoro altrui va retribuito?
Un servizio in gestione va alimentato?
Può una simile circostanza essere assimilata a una esternalizzazione di un compito che, altrimenti, ricadrebbe sulle altrui responsabilità?
Infine: agisce, il Comune di Benevento, in maniera caritatevole?

Come nel citato caso del dirigente comunale Verdicchio, la superficialità di certi assunti meriterebbe una adeguata contropartita per la comunità: la liberazione. Ma sappiamo tutti quanto sia difficile coniugare la ragione politica e quella pratica: consoli, al fondo, il senso di inadeguatezza che permea l'attuale governo della città e che scontiamo in un tripudio di bancarelle e dichiarazioni in libertà.