Mastella non si faccia ricordare come il sindaco della crudeltà. Il centro per i disabili a Benevento deve restare dov’è

- Politica Istituzioni di Carlo Panella

Ho cominciato a scrivere di Benevento sui giornali nell’aprile 1978. Oggi, nel luglio 2018, per la prima volta, lo faccio su un possibile atto di crudeltà amministrativa.
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Stamattina il CSP E’ più bello insieme ha tenuto un’assemblea in Via Firenze a Benevento, nell'edificio comunale, in cui agisce. Opera da 17 anni in favore dei disabili e delle loro famiglie. Al flash mob e alla loro assemblea c’eravamo anche noi giornalisti, esponenti di altre associazioni e centri sociali, esponenti politici, consiglieri comunali e parlamentari di opposizione (Vai alla fotogallery). Sebbene invitati, invece, non si è presentato nessuno tra sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza.

La vicenda è nota, trattata più volte da questo giornale, fino agli ultimissimi sviluppi. L’assemblea odierna, dopo un ampio dibattito e la proiezione di un video che ha riassunto le attività svolte, ha confermato la volontà dei disabili, dei loro familiari e di chi li sostiene solidalmente a non mollare, a difendere questo loro sacrosanto diritto a che l’esperienza continui. Martedì prossimo alle 9 è attesa in Via Firenze anche l’assessora regionale al ramo. Fin qui, la stringata cronaca di stamane. Veniamo al resto, che è cosa molto grave perché, appunto, si potrebbe passare il limite della cattiva amministrazione per entrare nel campo della crudeltà.
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Si è crudeli quando si rimane insensibili nei confronti dell'altrui grave dolore o avvilimento. Quando con atti e comportamenti si mortificano, deprimono, esasperano alcune persone. Se poi a pagare il prezzo di queste azioni od omissioni sono dei disabili (25 quelli in questione) e le loro famiglie allora la gravità è molta.

L’attuale Giunta Comunale oppone al CSP di essere moroso e la mancanza di titolo per operare tra quelle pareti di proprietà comunale. La questione è controversa. Sembrava esserci stato un accordo, giorni fa, poi è saltato. Il sindaco Mastella ha offerto anche la messa a disposizione di una parte del compenso (che la città gli dà per fare il sindaco) per pagare parte della debitoria. L'ex parlamentare ed europarlamentare gode di un lauto vitalizio, ha varie proprietà, sua moglie è parlamentare in carica: la propria condizione di vita agiata gli consente l'elargizione. Apprezzabile il suo gesto, ma deve fare ben altro che la sola carità.

Mastella non ha posto questa questione come assolutamente prioritaria rispetto a tutte le altre cittadine e infatti non l’ha ancora risolta. Peggio! Ha fatto rappresentare la sua amministrazione comunale da un dirigente e, in ultimo, da un’assessora che non solo non hanno dato in concreto l’unica risposta possibile a questa vicenda - e cioè quella che consenta all’unico centro per i disabili operante a Benevento di continuare a farlo – ma hanno con le loro parole anche offeso o fatto ironia e illazioni sulla cooperativa che vi opera.
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Ora, io ne ho visto di cotte di crude in quarant’anni di cronaca locale, e tante ne ho denunciate. L’elenco è sterminato ed è noto (o dovrebbe) ai beneventani. Abbiamo subito incapacità, inefficienza, persecuzione di altri interessi e non quelli pubblici o del bene comune. Ebbene, il mettere a rischio la prosecuzione di un’attività a sostegno dei disabili non ha precedenti.
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Affrontare con “logica” burocratica la questione-centro per i disabili supera il confine: dalle pessime scelte amministrative, porta nel campo della crudeltà. E diventa di poco momento capire o sapere se ci possa essere qualche interesse concreto dietro questo "freddo" agire.

Già allo stato, infatti, ammettendo ogni “buona fede” nell'Amministrazione, si è passato il segno. Perché i 25 fruitori del servizio di E’ più bello insieme (di età comprese tra i 18 e i 50 anni circa) hanno in Via Firenze gran parte della loro non semplice vita di relazione extra familiare. Vi fanno corsi di cucina, danza, fotografia e tanto altro ancora; da lì sono partiti per fare gite o vedere le partite del Benevento calcio. Giornalmente aspettano che il consueto tempo domestico passi in attesa di andare al centro, per ricevere un altro sorriso, una carezza, per relazionarsi e imparare, per imparare a relazionarsi.
Ma come si fa solo a pensare di poter togliere questo loro diritto a quel po’ di felicità?
Tu amministrazione comunale hai la fortuna che nella città c’è chi da 17 anni svolge un servizio che avresti potuto, se non dovuto, fare tu, in favore dei tuoi concittadini disabili e, anziché fare ponti d’oro a chi ti sta sostituendo che fai, lo fermi, lo cacci?

Signor sindaco di Benevento, la questione è semplice, altro che complicata! Bisogna scegliere tra umanità e disumanità. Se la conseguenza dell’agire amministrativo affligge e umilia chi deve essere sostenuto – per diritto di cittadinanza prima che per condizione sanitaria – ciò non va fatto. Probabilmente, come è stato ribadito stamattina in assemblea, le soluzioni giuridiche e tecniche esistono; ma, in ogni caso, un Sindaco con la S maiuscola, di fronte all’alternativa Corte dei Conti da una parte sofferenza di 25 disabili e loro famiglie dall’altra, non deve avere dubbi e schierarsi con i cittadini disabili.

Non sarebbe certo questa la prima volta che la mera e pedissequa osservanza normativa possa portare a grave ingiustizia: summum ius summa iniuria! Cioè, una applicazione meccanica della norma - senza l’attenzione per le conseguenze che produrrà – ne stravolge lo spirito e può portare all’ingiustizia. E’ come altro definire, se non come crudeltà, un’ingiustizia perpetrata sui dei disabili!
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Mastella si emendi. Innanzitutto vada a parlare e a confrontarsi coi cittadini fruitori del Centro in Via Firenze e le loro famiglie che, oltre a far fronte alla propria non semplice vita quotidiana, devono anche difendere quel poco che sono riusciti a crearsi. Si emendi, Mastella, e lasci in pace il Centro, chi vi afferisce e vi opera.

Trovi piuttosto le soluzioni alle questioni: è stato eletto solo per far questo e non per sottolinearne le problematicità. Prima di lei altri due sindaci hanno consentito lo svolgimento di questa meritevole e insostituibile attività. Non avrebbero potuto farlo? Ammesso e non concesso ciò, hanno fatto prevalere l’umanità sulla “somma ingiuria”. Si emendi, altrimenti, se dopo 17 anni farà chiudere questa lodevolissima e utilissima esperienza di socialità, amore e soccorso per i nostri concittadini disabili, non potrà che essere ricordato che come il sindaco della crudeltà.