Benevento - Nessuno risponde al presidente, che perde la pazienza e annuncia le dimissioni

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
Luca Paglia
Luca Paglia

Nell'ultimo verbale di cui si legge integralmente il contenuto, del 19 luglio, il presidente di Commissione a Palazzo Mosti è assente, sostituito dal vice, il consigliere comunale Marcellino Aversano. Si comprende bene il perché: “Caos impianti sportivi, si dimette Paglia”, titola Il Sannio Quotidiano sabato 21 luglio. Un addio “irrevocabile”, tale da suscitare la compunta partecipazione addirittura del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che, sul tema, ha avuto modo di rilasciare (ancora sabato 21) la seguente dichiarazione. “La mia vicinanza e solidarietà al Consigliere Luca Paglia: condivido le motivazioni che lo hanno portato ad annunciare le sue dimissioni dalla carica di Presidente della Commissione Sport ma lo invito a rivedere la sua posizione in modo da poter proseguire il lavoro che tanto proficuamente ha svolto fino a questo momento”. Per comprendere il contesto, ecco una breve esplorazione sui testi dell'ultimo mese:

Verbale della Commissione consiliare Sport del 17 luglio: “Il Presidente ritiene a questo punto utile ricevere chiarimenti... Il Presidente comunica altresì che nessun riscontro ufficiale ha avuto anche riguardo alle più rilevanti questioni dedotte e sottoposte all'esame di questa Commissione”.

Verbale della Commissione consiliare Sport del 6 luglio: “Il Presidente comunica che a tutt'oggi non ha ricevuto alcun riscontro dai Dirigenti interessati dalla comunicazione dei precedenti verbali...”.

Verbale della Commissione consiliare Sport del 26 giugno: “Il Presidente comunica che a tutt'oggi non ha ricevuto alcun riscontro dai Dirigenti interessati dalla comunicazione del precedente verbale...”.

Verbale della Commissione consiliare Sport del 22 giugno: “Il Presidente comunica che a tutt'oggi non ha ricevuto alcun riscontro dai Dirigenti interessati dalla comunicazione del precedente verbale...”.

Verbale della Commissione consiliare Sport del 15 giugno: “Il Presidente comunica di non aver ricevuto alcun riscontro alle osservazioni formulate nel precedente verbale, comunicato ai Dirigenti...”.

Un salutare tuffo nella memoria ci permette di ricordare che un tempo lontano, vista la ripetitività dell'assunto, si usava il ciclostile... e anche che la solidarietà del sindaco è giunta tardivamente - perché dinanzi a tale muro di gomma la pazienza l'avrebbe persa chiunque - e comunque fuori da un contesto di 'persuasione morale' che la sua figura, il suo ruolo gli avrebbe permesso di esercitare nei confronti dei Dirigenti comunali. Ricorda, ai cittadini, l'articolo 37 dello Statuto comunale che “fatte salve le competenze attribuite dalla Legge, ai Dirigenti proposti alla direzione di settori sono attribuite responsabilità gestionali ed i conseguenti poteri di decisione per l'attuazione degli obiettivi dei progetti e dei programmi fissati ed approvati dagli organi del Comune. Relativamente a tali responsabilità gestionali e poteri di decisione il Sindaco può dettare criteri e modalità di esercizio generali, ovvero, anche direttive generali coordinandosi con l'Assessore preposto al corrispondente ramo dell'Amministrazione in attuazione dei poteri di vigilanza demandatigli dal presente Statuto”.

Indipendentemente dalla bontà del lavoro svolto, che può rivelarsi oggetto di approvazioni e critiche in ugual modo, Luca Paglia (almeno per ora, quando parla di irrevocabilità) si differenzia da alcuni suoi colleghi che alle poltrone (soprattutto presidenziali) in Commissioni sono incollati nonostante difformità politiche maturate nel tempo e parole vane, spese in libertà senza che alcuno chiedesse loro il senso ed il conto.

Soprattutto, però, il passo indietro di Paglia è il passo indietro della comunità degli amministrati. Perché un rappresentante comunque eletto, nell'esercizio di una funzione di raccordo fra amministrazione e politica si trova costretto ad alzare le mani dinanzi alla sordità (o disinteresse che dir si voglia) della struttura burocratica: figuriamoci, di conseguenza, cosa accadrebbe (e chissà che non accada) al 'normale' cittadino. Insomma, una lettera di dimissioni che ratifica una assenza di partecipazione, anche 'umana', e amplifica il fossato tra il castello di palazzo Mosti e i beneventani. Qualcuno avrà pur letto Kafka...