Inquinamento ambientale e frode: nuovo sequestro di depuratori in provincia di Benevento - Le reazioni

- Cronaca IlVaglio.it

Il procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro, ha reso noto l'esecuzione - a opera del NIPAAF dei militari del Gruppo Carabinieri forestali di Benevento e della Direzione marittima della Guardia Costiera Campania, Capitaneria di Torre del Greco - di una decreto preventivo di seqestro di 17 impianti di depurazione in provincia di Benevento per i delitti di inquinamento ambientale e frode nella esecuzione di pubbliche forniture. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati durante la conferenza stampa nei locali della Procura della Repubblica di Benevento alle ore 11.

Si tratta di numerosi depuratori recapitanti reflui fognari nei fiumi Calore e Sabato. Il procedimento penale è nei confronti di amministratori di società di gestione del servizio di depurazione del comuni di Benevento (Capodimonte), Apollosa, Arpaise, Melizzano e Moiano. Questi depuratori funzionavano male o erano tenuti male o erano inadeguati, per cui si sono verificati, ha scritto Policastro, "un'abusiva compromissione e un deterioramento dei corsi d'acqua naturali, delle rive e dei suoli e più in genrale dell'ecosistema, delle biodiversità, della flora e della fauna che caratterizzano i fiumi beneventani tutti paesaggisticamente tutelati" dalla legge.

In vari campioni d'acqua, esaminati a norma di legge, "è stata riscontrata la presenza, oltre i limiti consentiti, di sostanze inquinanti come azoto ammoniacale, tensioattvi totali, solidi sospesi, COD, escherichia coli, sostanze che incidono negativamente sul giudizio di qualità delle acque determinando un decadimento dello stato e della qualità ecologica dei fiumi Calore e Sabato secondo le valutazioni tecnico-scientifiche del tecnici dell'Apac di Napoli".

Policastro ha poi ricordato che su tale inquinamento si indagò a Benevento, nel periodo 2009 - 2012, e che anche allora furono riscontrate "notevoli criticità", "una compromissione dei corsi d'acqua principali che determinò il divieto - tuttora pedurante - di prelievo e utilizzo di dette acque a scopo irriguo per le coltivazioni e di consumo umano o animale ".

Dopo la legge del 2015 che ha istituito gli eco-reati, la Procura di Benevento ha riavviato le indagini sia con il telerilevamento ambientale delle aste fluviali sannite con mezzi aerei, sia con successive verifiche nei luoghi di molteplici abusive immissioni, per censire sia gli scarichi urbani diretti (non depurati) che quelli provenienti da impianti di depurazione e/o trattamento delel acque reflue.

Il gip di Benevento, al termine di tale inchiesta della Procura e sulla base delle richieste di quest'ultima, ha disposto il sequestro preventivo di 11 scarichi urbani diretti nei fiumi, senza alcuna depurazione e di sei impianti di depurazione che in quei fiumi scaricavano reflui. Questo per il reato di inquinamento.

Per quanto concerne l'ipotizzato reato di frode, le società indagate sono accusate di aver fornito un servizio di qualità inferiore rispetto a quanto stabilito nel contratto stipulato. La Procura ha anche aggiunto di aver riscontrato vari illeciti amministrativi per scarichi non autorizzati o eccedenti i limiti tabellari previsti che saranno sgnalati alle competenti autorità amministrative per l'emenazioni delle relative sanzioni pecuniarie.

Tali depuratori sono stati sequestrati preventivamente con facoltà d'uso per consentire ai pubblici amministratori e ai gestori degli impianti di attivarsi e impedire la protazione degli ipotizzati reati, adeguando gli impianti con tecnologie efficaci, nel rigoroso rispetto da parte degli amministratori pubblici dei doveri di controllo per inibire e sanzionare le condotte illecite di privati o enti che scaricano nelle fogne e nei fiumi sanniti determinandone la grave compromissione.

L'operazione fa seguito a quella analoga di sequestro posta in essere dalla medesima Procura e resa nota l'11 aprile scorso (Clicca e leggi in merito l'articolo del Vaglio.it). In seguito a tale azione di aprile, a difesa della salute pubblica della locale Procura della Repubblica; che ha imposto restrizioni al Comune cittadino, si è poi registrato, l'11 maggio scorso, un intervento critico e allarmato delle associazioni imprenditoriali di categoria e degli ordini professionali di Benevento che hanno lamentato il conseguente blocco dell'attività edilizia e commerciale (Clicca e leggi in merito l'articolo del Vaglio.it).
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Il sindaco di Melizzano: la Gesesa saprà chiarire
Scrive Rossano Insogna, sindaco di Melizzano:
Apprendo dalla stampa del sequestro preventivo, con facoltà d’uso, del depuratore di Melizzano disposta dalla Procura della Repubblica di Benevento. Come sempre siamo rispettosi dell’iniziativa della magistratura e siamo certi che il gestore dell’impianto, la Gesesa, saprà chiarire ogni rilievo che ha determinato tale situazione, così come dalla stessa già anticipatomi, apprestandosi peraltro ad inoltrare formale richiesta di dissequestro.

Ciò che posso aggiungere è che l’Amministrazione di Melizzano, uno dei pochi comuni del Sannio ad avere ben due depuratori, ha sempre riservato alla tutela ambientale il massimo dell’attenzione e così continueremo a fare.

La Gesesa: palesi incongruenze nel procedimento di sequestro
Scrive la Gesesa di Benevento: In merito al sequestro degli impianti di depurazione di Benevento Capodimonte e Melizzano, Gesesa S.p.A. esprime la propria fiducia nell’azione della Magistratura e conferma la piena disponibilità a collaborare, per dimostrare la totale estraneità dell’Azienda, rispetto alle fattispecie contestatele. Ribadisce la correttezza della sua azione di gestione e manutenzione degli impianti, sia di questi per i quali è stato disposto il sequestro, che di tutti gli altri, ed è pronta a dimostrare, in qualunque sede, di avere agito sempre nell’espletamento di un corretto servizio e nella massima tutela delle risorse ambientali.

Il procedimento di sequestro, a parere di Gesesa, sembra eccessivo e, comunque, presenta palesi incongruenze, che saranno dimostrate, così come già successo in altre occasioni, e che hanno portato al pieno proscioglimento dell’Azienda. Gesea ha già conferito mandato ai suoi legali per richiedere il dissequestro degli impianti.