Il soliloquio, la recente forma di espressione dei politici di Benevento sempre più anonimi

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Clemente Mastella e Anna Orlando
Clemente Mastella e Anna Orlando

Anche nella recente conferenza stampa, a palazzo Mosti, l’assessore alle Politiche Sociali Anna Orlando, della maggioranza mastelliana al governo cittadino, ha continuato ad offrire all’opinione pubblica l’impressione di una immobilità che ne decreta il ruolo di comprimaria della scena politica, alla quale peraltro è approdata forte di nessuna esperienza passata e di due subentri per… sottrazione di personale, prima in Consiglio e poi in Giunta. Il tema discusso, al centro delle attenzioni mediatiche di questi ultimi giorni, la vicenda sul centro per disabili “E’ più bello insieme”, lo ha affrontato in pratica da spalla - peraltro elegante - del sindaco Mastella e della sua perorazione in difesa dell’operato amministrativo - anche quando si è trattato di difendere l’indifendibile, e cioè le valutazioni personali del dirigente Verdicchio che ne hanno decisamente annacquato l’ossimoro della ragionevolezza burocratica.

Ha sorpreso, della Orlando, l’esternazione tesa a giustificare la sua assenza da una assemblea pubblica, sul medesimo argomento, svoltasi presso il CSP in questione. “Perché mi sono subito accorta che c’erano tutti i presupposti per una discussione manchevole di obiettività, così come poi è stato e dove c’è stata tanta strumentalizzazione”, il pensiero veicolato attraverso la cronaca di Gazzetta di Benevento.

Intanto, bisognerebbe venisse chiarito perché una conferenza stampa indetta dall’amministrazione comunale vada considerata come un luogo, per giunta marcatamente ‘politico’, in grado di ospitare una discussione, a senso unico, di bastevole obiettività. Dopo l’illuminante silenzio della Orlando, bisognerebbe poi comprendere la necessità ormai propria dei politici, tutti - e buoni ultimi anche gli zelanti grillini, nazionali e locali -, di esprimersi in ambienti neutri o addirittura ‘amicali’, e soprattutto senza contraddittorio, sottraendo valore alla discussione ed all’impopolarità eventuale. Questo evidente segnale della debolezza della politica toglie non solo forza alle sue argomentazioni, ma contribuisce anche a disegnare il profilo anonimo dei suoi interpreti.