Cosa ha mosso il finora fedele PD sannita a prendere le distanze dal governatore De Luca

- Opinioni di Giovanni Festa
Vincenzo De Luca ed Erasmo Mortaruolo
Vincenzo De Luca ed Erasmo Mortaruolo

L’onda lunga delle elezioni del 2020 ha preso ad agitare le acque del centrosinistra, in Campania. E sciabordii sempre più rumorosi provengono proprio dalle sponde di Sabato e Calore, che cingono la prima città e provincia ufficialmente “De Luca-free” (clicca e leggi l'articolo del Vaglio.it). La frequenza delle esternazioni felici e gravide di fondi e interesse per il territorio sannita con cui il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo ha arricchito le redazioni oggi suona già lontana, eco affievolita di un periodo di sintonia e tratto distintivo del paese di Bengodi che fu il Sannio. Del quale, però, scopriamo, con la buona compagnia dei componenti della Direzione Provinciale del Pd, qualche ritardo in agricoltura (ramo specifico della competenza di Mortaruolo), del Tpl e anche di quella sanità (querelle ospedali “Rummo” di Benevento e “S. Alfonso” di Sant’Agata dei Goti) difesa a spada tratta dagli attacchi concentrici del resto del mondo.

Ci vuole sempre coraggio per cambiare rotta e idea, e ciò va riconosciuto agli esponenti sanniti scopertisi rivoltosi, pur se appare insostenibile sin da ora proprio la posizione di Mortaruolo. Che, si suppone, debba ritenersi al di fuori della maggioranza quando essa ‘legifererà’ secondo interessi non confacenti alla provincia di Benevento. E non solo, perché il Pd del Sannio pare fungere da apripista della fronda anti De Luca e parla di difficoltà “ormai presenti nell’intero territorio campano”.

Insomma, il Governatore bonapartista e il Governo di sua emanazione vengono scaricati in toto, anche se il vice della Giunta, Bonavitacola, parla in replica di “documento sconcertante di gratuita ed immotivata polemica”. Un documento, chissà, che potrebbe essere anche un (non timido) tentativo di annusare l’aria che tira a livello campano nel partito, valutando il peso politico dell’opzione De Luca per l’eventuale riconferma quando si tratterà di tornare al vuoto. Un documento, pertanto, che mira a sottrarre Mortaruolo a un abbraccio che potrebbe rivelarsi fatale, lasciando intravedere ritrovata indipendenza e capacità di analisi stringente sui temi, in particolare territoriali.

In pratica, una sempre maggiore e crescente vicinanza alla popolazione sannita che non sia mediata dalla mera appartenenza alla parte che governa la Regione. Un sentiero stretto, che si vorrebbe oggi praticabile dopo aver appreso la lezione ricevuta alle amministrative di Benevento nel 2016, quando il candidato–sindaco (Pd) del centrosinistra Raffaele Del Vecchio non riuscì a disgiungere il suo destino da quello della Giunta cui apparteneva e che era fortemente criticato per il suo operato e impopolare. Alla fine uscendo sconfitto. Magari stavolta si vuole salvare il soldato Mortaruolo…