Polemica periferie - Mastella, scoperto il voto unanime al Senato, passa dall'aggettivo farabutto a disattento...

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

Sembra quasi che a scrivere le due note sullo stesso fatto siano state due persone diverse. E' invece l'autore a distanza di un giorno è stato sempre lo stesso, il sindaco forzista di Benevento Clemente Mastella. Aveva esordito ieri con toni e aggettivi durissimi contro il voto al Senato che ha tolto molti milioni già stanziati dal precedente Governo Gentiloni (PD) per la riqualificazione delle periferie di alcune città tra le quali Benevento. Mastella ha per ciò messo nel mirino la maggioranza Lega M5S. Poi però è venuto fuori che quel voto è stato espresso all'unanimità, comprese tutte le opposizioni e quindi anche dal suo partito Forza Italia e, per di più, anche dalla senatrice forzista Alessandrina Lonardo che di Mastella è moglie.

Oggi Mastella torna sull'argomento e fa sparire dalla nota le aggettivazioni estreme (Mastella in prima battuta non ha esitato a usare l'attributo 'farabutto') e, in particolare riferendosi alle opposizioni, ha usato l'assai più delicato aggettivo 'disattente'. Nel ribadire con veemenza ("Ci hanno rubato 20 milioni") che continuerà a battersi contro il provvedimento che dovrà essere votato a settembre anche alla Camera, Mastella ha pure continuato a polemizzare con le senatrici sannite di maggioranza, Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi, del M5S che, nel pomeriggio, con una propria nota, pure sono intervenute sull'argomento.

Ha scritto stasera Clemente Mastella “Premesso che i gruppi parlamentari di Forza Italia e del Partito Democratico siano stati disattenti nelle votazioni al Senato sul piano periferie è, purtroppo, vero. Ma, mentre i leader di FI e del PD hanno dichiarato che alla Camera dei Deputati faranno guerra per riportare la vicenda al rispetto del diritto, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e della Lega si sono pronunciati con parole bizantine e noiosamente inutili. Noi chiederemo a tutti i parlamentari di Benevento di esprimersi a favore del popolo beneventano o contro. Per quanto mi riguarda, appena ci comunicheranno di averci rubato i 20 milioni che toccano alle beneventane ed ai beneventani, farò ricorso e porterò la vicenda alla Corte Costituzionale”.