II Governo del cambiamento e i 13 punti che non sconvolsero l'Italia

- La libertà basta volerla di Teresa Simeone
I ministri De Maio e Salvini
I ministri De Maio e Salvini

Il 1° giugno 2018 si è insediato il governo del cambiamento: analizziamo alcuni dei punti affrontati. Punto 1: SICUREZZA. Non sbarcheranno più migranti sulle nostre coste. E infatti le esternazioni del ministro Salvini li stanno tenendo lontani. Poco importa se la UE ci condanna e se la Corte europea dei diritti dell’uomo probabilmente ci sanzionerà per violazione dei diritti; poco importa se l’Italia, da paese accogliente, viene adesso considerato un paese respingente; poco importa se da una località turistica come Maiorca si dice di un nostro ministro, cosa mai avvenuta prima, che non è gradito perché le sue dichiarazioni sono cariche di "una xenofobia molto seria e preoccupante e un evidente disprezzo per la vita e la dignità umana". L’importante è dimostrare di essere “forti, machi, virili” e Italiani. E infatti Salvini si è subito affannato a rispondere agli Spagnoli: “Chi se ne frega! Le mie vacanze le faccio in Italia!”, dimenticando, probabilmente, che prima non l’aveva scelta una località italiana e che rivendicarla solo ora ha il sapore di un ripiego. Non ci saranno più nemmeno gli ambulanti sulle spiagge; in compenso ci sono le ronde di Casapound che, con pettorina, logo politico e sguardo minaccioso spadroneggiano, in modo assolutamente illegale, senza che il ministro dell’Interno intervenga. Eppure c’è una legge, il decreto sugli "ambiti operativi delle associazioni di osservatori volontari" (le cosiddette "ronde"), 15 luglio 2009, n. 94, che prevede, tra i requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio e sulla modalità di tenuta dei relativi elenchi, di “non essere espressione di partiti o movimenti politici, nè di organizzazioni sindacali”; soprattutto di non essere riconducibili a movimenti, associazioni o gruppi organizzati, di cui al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, più nota come Legge Mancino. Non si comprende perché il ministro dell’Interno Salvini non proceda contro gli esponenti di Casapound che, senza alcun titolo, si stanno sostituendo alle Forze dell’ordine di uno Stato democratico e allontanano, loro in maniera abusiva, venditori di cocco e ambulanti.

Punto 2: LAVORO. Decreto dignità: cosa buona, nell’impianto generale, ma i cui effetti sono da verificare nel tempo. Cosa buona è il contrasto alla ludopatia (meglio sarebbe, come propongono le associazioni che la contrastano, definirla azzardopatia), ma limitato soltanto al divieto di pubblicità e di sponsorizzazione, non di attività; cosa buona è il disincentivo tramite la perdita dei benefici e le multe alle imprese che delocalizzano; cosa buona è, nelle intenzioni, modificare la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato per spingere verso quelli a tempo indeterminato. Le relazioni tecniche sono scettiche, è vero: Boeri ha parlato di perdita di 8.000 posti di lavoro all’anno e non ci sono difficoltà a credere che le imprese eviteranno proprio di assumere, ma si sa, questa stima è effetto di una manina che nottetempo ha manomesso i dati.

Punto 3: ALIQUOTE FISCALI e FLAT TAX. Al momento, non pervenute.

Punto 4: VACCINI. Qui il M5S continua a spendersi senza spreco. Alcune esternazioni di parlamentari come Paola Taverna non fanno onore a un paese civile. Pensare di ottenere l’immunità con una visita a chi è già malato, per esserne contagiati, denota tutti i limiti intellettuali, etici, sociali e culturali che circondano la discussione, che non dovrebbe proprio esserci nel mondo del 2018 e che imbarazza fortemente, per la carica antiscientifica di cui si nutre. Quelle della ministra Grillo, anche se più eleganti, non sono meno sconcertanti. L’”obbligo flessibile”, infatti, è un’altra delle grandi invenzioni della neolingua, uno di quegli ossimori che solo a chi è abituato a camminare sul filo dell’ambiguità possono apparire non risibili. D’altronde, non è un ministro della Repubblica che, a proposito dell’’IVA, ha dichiarato che non ci sarà un aumento ma un ritocco? Abbiamo più volte, negli anni passati, affrontato il tema dei vaccini e indicato la responsabilità morale che hanno avuto, nel veicolare la diffidenza verso la scienza medica, molti intellettuali del M5S, alcuni dei quali oggi si smarcano ma che hanno legittimato, con le loro posizioni, un dibattito insidioso contro il sapere scientifico. Vuoi per mancanza di visione, vuoi per presunto anticonformismo, vuoi per virtuosismo intellettualistico, non hanno compreso dove avrebbe portato il loro attacco, che si sta rivelando pericoloso e oscurantista. Quando a molti che si battono contro la validità dei vaccini si chiede. “Faresti vaccinare tuo figlio?”, la risposta che viene data è: “Certo che lo faccio vaccinare. Ciò per cui mi batto è la libertà di scelta”. Bella risposta, in realtà scorretta perché tale libertà di scelta è non solo la più illiberale possibile, dal momento che si traduce in un attentato alla libertà alla salute di tutti, ma anche la più egoistica perché mette al sicuro il proprio, di figlio, ma minaccia i figli degli altri.

Punto 5: Caso Rai. I proclami sbandierati contro la lottizzazione dell’azienda, più volte denunciata dal M5S e contro la quale Di Maio annunciava che ci sarebbe stata una vera rivoluzione culturale, basata sul merito, sembrano essere stati accantonati a favore di una più conservatrice e comoda vecchia gestione delle nomine.

Punto 6: Casi vari. Articolo 18, Buona scuola, bonus di 80 euro, scelte più volte criticate e contestate, diventano accettabili, anzi ineliminabili ora che il M5S e la Lega sono al governo.

Punto 7: FAKE NEWS. Il consenso attuale è anche effetto di un sistema di fake news immesse in rete in modo forsennato e oggi rinnegato. Il caso più eclatante riguarda ciò che avvenne la sera del 27 maggio quando Mattarella, dopo aver pazientemente esaurito tutte le strade per agevolare la nascita di un governo e aver consentito quello tra M5S e Lega, si rifiutò di dare l’avallo come ministro dell’Economia a Paolo Savona, visto come un sostenitore della fuoriuscita dall'euro. Apriti cielo! Scattarono post e insulti al Presidente, comprese le accuse di alto tradimento e la richiesta di impeachment da parte di Di Maio e della Meloni. È di questi giorni l’indagine che vede la creazione di 400 account falsi che avrebbero generato migliaia di tweet contro Mattarella. Un’altra bufala, postata dal ministro dell’Interno, non da un cittadino qualsiasi, è quella sulle pretese dei migranti di avere Sky. Più che bufala, una figuraccia fatta da un rappresentante istituzionale per il quale il decoro della carica, come mostrano i suoi numerosi interventi a torso nudo, sembrerebbe rimandare a un galateo ormai superato.

Punto 8: ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA. Trenta minuti di Internet gratis per tutti, leva obbligatoria, cellulare in auto, no alle elemosine in strada: non ci soffermiamo su questi elementi perché ci vergogneremmo nel trovare qualcosa da aggiungere al titolo.

Punto 9: CONQUISTE CIVILI. Il ritorno al passato è sicuramente nell’agenda delle cose da fare per il Ministero della famiglia, il cui solerte rappresentante, Lorenzo Fontana, per curare il paese “decadente” ha delle ricette all’avanguardia. Intanto “Non riconosceremo i figli di coppie gay”: non potendo punire i genitori per scelte che loro ritengono contrarie alla legge, lo si fa con i figli, negando loro il riconoscimento dello status giuridico. Ovviamente tutto questo in palese contrasto con la normativa dello Stato risalente al 1975 e al 2013 che sancisce finalmente la completa eguaglianza di diritti per tutti i bambini. A parte l’avversione per le famiglie arcobaleno, il ministro Fontana ha anche un’idiosincrasia per la legge 194, come si evince dalle sue dichiarazioni, non ultima quella a Il Secolo XIX: “Purtroppo nel nostro contratto non c’è la stretta sull’aborto”. In questa civile carrellata di diritti da annullare, non poteva mancare la proposta, condivisa da Fratelli d’Italia e presente nei programmi di Forza Nuova e Casapound, già fatta in passato dalla lega di Salvini, di abolizione della legge Mancino, unico argine normativo contro i crimini d’odio.

Punto 10: LEGGE FORNERO. Non pervenuta.

Punto 11: EGITTO E CASO REGENI. Il 13 aprile 2016, Salvini, contro il governo, reo di non avere una linea ferma con l’Egitto, dichiara: “Il problema non è l’Egitto, che ci sta evidentemente prendendo in giro, ma l’Italia che conta come il due di picche. C’è solo da sperare che ci sia un ministro del governo italiano che tiri fuori gli attributi”. Il 19 luglio 2019: Matteo Salvini, diventato nel frattempo ministro dell’Interno, incontra il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e rinnova la richiesta di “fare piena luce sull’omicidio dello studente italiano Giulio Regeni”. Il 9 agosto 2018, lo stesso Salvini: “Non si possono annullare i rapporti con l’Egitto per Giulio Regeni”. Fine della storia. Gli ”attributi” di cui parlava quando era all’opposizione sono un ricordo ormai lontano.

Punto 12: CONTRASTO ALLA MAFIA, ‘NDRANGHETA E CAMORRA. Ancora non pervenuto; in compenso è pervenuta l’ipotesi di togliere la scorta a chi queste associazioni ha denunciato, Roberto Saviano.

Punto 13: COERENZA INTERNA. Sulla lunghezza d’onda dei ministri si potrebbe fare una relazione lunghissima. Il ministro Fontana minaccia la tenuta della legge 194? Di Maio interviene a rassicurare: non è nell’agenda di governo. Salvini minaccia un censimento dei Rom? E Di Maio lo smentisce ricordandogli che è incostituzionale. Matteo Salvini parla di eliminazione del limite all’utilizzo del denaro contante? E il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ancora una volta risponde che non è nel contratto di governo. Fontana propone l’abolizione della legge Mancino? E Di Maio lo ammonisce. Salvini vuole ripristinare la leva obbligatoria? E il ministro della Difesa Elisabetta Trenta bolla la proposta come “idea romantica”. Di Maio vuole abolire i voucher? Salvini non è d’accordo ma deve fare un passo indietro: torneranno, annuncia il leghista, seguendo l’iter parlamentare. Di Maio è contro la TAV? Salvini a favore.

Tacciamo sul “complotto dei mercati mondiali”, il cui attacco è previsto per fine agosto e che, riguardando la nostra economia ed essendo di gran lunga il tema fondamentale del nostro paese, richiederebbe ben altre riflessioni.

Sulla tragedia immane di Genova e sulla sacrosanta necessità di conforto e di giustizia cui hanno diritto le vittime, piuttosto che seguire il principio della condanna “a prescindere dalle inchieste giudiziarie, e rimpallare le accuse di sciacallaggio da una parte all’altra, preferiamo le parole, sagge e misurate, di Sergio Mattarella, che ieri diceva: Questo è il momento dell’impegno comune per affrontare l’emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto»