Contrordine: ora Mastella ha fatto chiudere del tutto il Ponte S. Nicola che riaprì, perché sicuro, meno di due anni fa

- Cronaca IlVaglio.it
La segnaletica che meno di due anni fa chiudeva il Ponte S. Nicola
La segnaletica che meno di due anni fa chiudeva il Ponte S. Nicola

A Benevento, da oggi venerdì 17 agosto (ah, la scaramanzia...) il ponte del torrente San Nicola è completamente chiuso al transito e non più, come comunicato dal Comune appena il giorno prima (leggi) solo al passaggio dei mezzi pesanti. Il ponte collega il quartiere Capodimonte al resto della città e comunque convoglia su essa il flusso del traffico dagli snodi della tangenziale (Benevento centro, provenienza tanto dalla Statale Telesina che dall'A16 Napoli-Canosa). E’ la porta d'ingresso in città anche di parte della provincia sannita.
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E' probabile che abbiano dormito un sonno di quelli profondi, al comune di Benevento, nella giornata non a caso piuttosto invitante di venerdì 17 agosto: prima un sole splendente ed un caldo stordente, poi una 'mutazione' atmosferica pomeridiana... La ricetta perfetta perché di un piacevole torpore si impadronisse l'intera macchina amministrativa, settore della comunicazione ufficiale compreso. Di conseguenza, i cittadini di Benevento – tutti, non solo quelli di contrada Capodimonte, la più interessate in via diretta – avrebbero dovuto dotarsi di computer e, soprattutto, di un profilo Facebook per arrivare a comprendere il valore di nota ufficiale di un 'post' del sindaco Mastella sul suo profilo social con il quale viene ufficialmente annunciata la chiusura 'totale' del ponte che attraverso il torrente San Nicola.

A seguito della relazione del capo dell’ufficio tecnico, Ing. Perlingieri, per motivi precauzionali dò indicazione di chiudere il ponte San Nicola, in attesa che la commissione di esperti delle Università di Benevento e Napoli e l'Anas, che collaborerà con i suoi tecnici per un’intesa con il presidente Armani, che ringrazio, ci darà il responso definitivo. Ci saranno dei problemi di traffico e dei sacrifici e me ne dispiace. Ma la sicurezza dei cittadini, di Benevento e non, è per me e la mia amministrazione un bene primario ed intangibile con qualsiasi altra ragione”: queste le parole “postate” da Mastella che hanno dato dapprima vita ai soliti titoli sui principali 'media' (una “ultim’ora” su Sky Tg24 nel primo pomeriggio, ad esempio; prima pagina on line su Repubblica.it o ilgiornale.it) facendo guadagnare ovviamente una comprensibile visibilità, e poi hanno contribuito a disegnare nuovamente uno scenario risaputo, la 'spaccatura' in due della città, come accaduto il 29 ottobre 2015 quando – si era a pochi giorni dalla drammatica alluvione – la struttura venne chiusa per “consentire sopralluoghi immediati e la predisposizione di progettazioni atte ad un pronto ripristino”. “E' un altro dei regali delle piogge d'ottobre, - così ricordava Il Vaglio, allora - andate a insistere oltretutto su una struttura già zoppicante di suo, che ha versato in uno stato di sostanziale abbandono per anni, che per anni è stato oggetto delle attenzioni critiche di associazioni e organi di informazione, che da meno di un mese (12 ottobre) era oggetto di lavori di 'riqualificazione' perché 'praticamente inibito, per una parte, al passaggio pedonale da qualche mese', scriveva qualche mese fa (aprile 2015) la Giunta comunale investendo la comunità tutta della lieta novella dei 120.000 euro reperiti alla bisogna”.
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Tornando all’oggi, si è materializzato lo spettro più temuto, la chiusura del ponte, ma va anche detto che nella comunicazione di questa decisione abbiamo di nuovo constatato il solito difetto di considerare la trasmissione di notizie (quelle importanti, non le quisquilie con cui vengono inondati i media) via social come 'propria' di un ente pubblico, bypassando la modalità – non proprio ardua – di un comunicato ufficiale agli organi d’informazione (cioè a quella parte di cittadini che se ne serve per informarsi, appunto) e, ancor più, l'aggiornamento della homepage del sito ufficiale di palazzo Mosti.
Per completezza, va aggiunto che sono due le ordinanze a firma del dirigente comunale del settore Traffico, Andrea Lanzalone (la numero 67 e la numero 68: protocolli 72524 e 72525 del 17/8/2018, addirittura riprodotte da un articolo di Gazzetta di Benevento prima ancora di essere in via 'ufficiale' divulgate secondo i canali ordinari che, quando vogliono, al Comune dimostrano di conoscere...), con le quali non solo viene stabilita la chiusura al traffico del ponte sul torrente San Nicola, per “verifica stabiità del ponte stesso, con deviazione dei flussi di traffico provenienti da contrada Capodimonte e diretti a Benevento su via Ponticelli, quelli diretti nella zona alta sul raccordo autostradale e quelli provenienti da via Paolella su Rotonda delle Scienze” (ordinanza 67), ma anche “la chiusura al traffico veicolare e pedonale del ponte di collegamento tra la chiesa di Sant'Anna e la chiesa di Sant'Antonio in località Epitaffio”, sempre per verificarne la stabilità (ordinanza 68).

Dunque, un... ritorno al futuro: Benevento si proietta nuovamente al 2015, al post-alluvione, a quei tragici giorni colmi d'acqua, danni, purtroppo decessi, in una similitudine imbarazzante, quella dei controlli effettuati solo a seguito di un evento nefasto (nel caso attuale, unica differenza, lontano solo dal punto di vista geografico ma responsabilmente vicino per sensibilità e partecipazione emotiva).

Come al solito la prudenza va accolta come un segnale di buon senso, ma già c'è una cronologia non proprio edificante a instillare qualche dubbio, dato il crescendo delle misure adottate con due ordinanze dirigenziali diverse in due giorni: dal solo traffico pesante interdetto all'interdizione totale.

E attenzione: non è mutato di una virgola lo stato dei fatti rispetto al 17 dicembre 2016, quando la stessa Giunta Mastella in pompa magna 'riapriva' il danneggiato ponte San Nicola addirittura in anticipo (poco più di 60 giorni) rispetto al cronoprogramma dei lavori post-alluvione (90 giorni, la previsione), che riguardarono “le basi dove poggia la struttura in cemento del ponte” (furono nella circostanza, si comunicò, “rinforzati e rifatti i terrapieni alla base del ponte, proprio lungo il torrente San Nicola”).

Oltre alla professione di cautela giustamente manifestata, la chiusura totale del ponte di venerdì 17 agosto 2018, a seguito di una relazione del dirigente comunale Perlingieri, impone al Comune chiarezza (si pensi ancora al sindaco e ad un altro passaggio del suo post che alimenta ancor più la confusione aggiungendo un altro elemento per leggere gli eventi: "
Peraltro, a chi polemizza con me, voglio dire che le scosse di terremoto di questi giorni ci hanno indotto a tali scelte precauzionali"), quella peraltro mancata nella fase di comunicazione della misura interdittiva: dalla consegna dei lavori dopo l'alluvione a oggi, quindi dopo una significativa opera di controllo (e chissà se di manutenzione), sono trascorsi 608 giorni e non i 51 (cinquantuno) anni dall'apertura del Ponte Morandi sul Polcevera, a Genova.
Sull'argomento leggi anche sul Vaglio.it : La tragedia di Genova, i ponti e i viadotti a Benevento e le rassicurazioni