In ricordo di Claudio Lolli: oltre i Salvini e i Di Maio, continuerà a vederli sempre felici, gli zingari

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Alla fine chissà che Godot non sia davvero giunto per accompagnarlo in quel luogo dove continuerà a sognarli felici, gli zingari. Claudio Lolli lascia qui la sua poesia ed il suo impegno, porta con sé lo sguardo attento ed il racconto vivo di un mondo che adesso appare in via di estinzione. Soppiantato dall'attualità dei Salvini e dei Di Maio; una realtà che, stavolta in senso letterale, non vede affatto gli 'zingari' felici - e per giunta li vorrebbe pure oggetto di un sinistro censimento.

Continuerà Lolli a scaldare un po' di cuori solitari da solchi crepitanti ed arati dal tempo, senza che le sue parole perdano mai di senso; l'ultima lezione del professore bolognese è anche la prima, resistere nello sfacelo dell'oggi all'abbandono malinconico che muove alla nostalgia ed alla rassegnazione: "Non ho mai agito aspettando Godot, per tutti i miei giorni aspettando Godot, e ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte”.