I chiaroscuri di Benevento – Lecce. Tutto in una notte: fortunatamente, no

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Sotto il cielo di un azzurro limpido ma in via di spegnimento, sciamavano come tante formiche operaie verso la regina giallorossa in via Santa Colomba, sbucando da ogni dove per una processione incessante e disciplinata, attratta dal brulichio dei lampeggianti, lucciole intermittenti sotto il sole artificiale dei riflettori. Il debutto calcistico del Benevento nel torneo di Serie B ha ricevuto le stimmate dell’evento grazie ad un pubblico numeroso come non mai in categoria e appassionato. Preso tre volte a schiaffi dal Lecce e poi rianimato con l’ossigeno di una rimonta che ha cancellato, ma non del tutto, il sapore amaro d’aver visto all’opera una squadra, la propria, non proprio all’altezza di fama, caratura, aspettative.

E’ finita con sei reti, divise in due sequenze di fila da parte delle contendenti, al cospetto di oltre 12.000 sugli spalti, per emozioni e divertimento assicurato, ma un retrogusto da classifica un po' amaro per il risultato. Il monday night a chiusura del primo turno di andata ha fatto segnare un salomonico pareggio caratterizzato dall’assenza dal campo per un'ora di gioco dei giallorossi di casa e dall’ordine dei giallorossi da trasferta, premiati tre volte da bravura, errori altrui e un pizzico di fortuna. Un po' di rimescolo in formazione ha sortito l'insorgere dell'orgoglio, ovvero la 'spina dorsale' nel tentativo di non tanto di risalire la china (l'appetito è venuto strada facendo, dinanzi al ritrarsi di avversari affaticati e pure spaventati dalla eventualità di una clamorosa vittoria), quanto di scacciare via la brutta impressione fornita per due terzi di partita: riuscire a far disamorare in una sola notte oltre diecimila tifosi accorsi sugli spalti del Vigorito per una festa di sport e invece invitati a un funerale.

Perché l'inesistenza del Benevento è stata appunto direttamente proporzionale all'inefficacia crescente dei singoli e del complesso, in parte riscattata dalla mezz’ora e poco più che ha condotto al triplice fischio finale con il gustoso condimento della confezionata rimonta. Sorta sull'onda di un rigurgito d'orgoglio, senza dissipare affatto i dubbi dei sessanta minuti precedenti. Pertanto è corretto affermare che il Benevento ha, con merito e fortuna, guadagnato un punto, ma con altrettanto demerito ha lasciato per strada due punti in virtù di un'abulia tecnico/tattica che potrà essere magari ascritta anche all'emozione di un debutto, ma andrà studiata e, magari, lenita. Proprio perché è andato fortunatamente a vuoto il tentativo di consumare “tutto in una notte” un patrimonio di fiducia: il campionato è lungo e agli inizi, dal buon esito dei quali (anche in approfondimento) dipende il resto.