Una Città Spettacolo sempre più "senza": spariti pure manifesti e cartellone, oltre l'omonima Fondazione...

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I manifesti di una passata edizione di Città Spettacolo
I manifesti di una passata edizione di Città Spettacolo

A quanto pare tutto, e dicasi tutto, accade solo se mediato da uno smartphone, più che - in maniera residuale – da un computer. E comunque, nessuno dei due aggeggi citati stimola i sensi e stuzzica l’interesse: ci si deve applicare, bisogna manovrarli e, in conclusione, qual è il tempo dedicato ad altro, se esso viene speso per compulsare uno schermo? Vale anche per “Benevento Città Spettacolo”, stasera in dirittura d'arrivo, (edizione n. 39 di quella è diventata ormai una kermesse, dopo essere stata per decenni un’importante rassegna teatrale e poi anche un festival).

Ti vuoi informare? Devi possedere appunto l'aggeggio e in più – per esser a la page e sempre dentro il fatto mentre si verifica – devi pure avere un account di qualche tipo, essere iscritto a un social di qualche tipo, cinguettare in qualche modo.

Cosa è scomparso, in questo 2018, rispetto alle precedenti edizioni, oltre la Fondazione Città Spettacolo, le bancarelle con le vettovaglie da consumo o da asporto, quelle lunghe tavolate per le 'pizzate' e naturalmente lo spirito originario che ha lasciato il posto al costante innamoramento del 'popolare a tutti i costi'?

I manifesti.

E dire che il 'logo' attuale era stato orgogliosamente esibito e presentato come un bel richiamo ai monumenti cittadini, e alla fine si ritrova 'custodito' solo nel piccolo schermo di un cellulare.

La forma di comunicazione più immediata per chi si riversa in strada - e l'ambizione affatto nascosta di Città Spettacolo era appunto che tanta gente si riversasse per strada - è proprio il cartellone. Dove s'annuncia l'orgoglio d'essere (e vuoi mettere il valore trascinante dello slogan), s’ospita la scaletta di tutti gli appuntamenti, s’opta per la scelta o il rifiuto, s'alimenta il dubbio o la curiosità.
Senza contare, poi, la funzione sociale: magari attorno al manifesto si raduna un po' di gente, che magari riesce – addirittura – a guardarsi in faccia e a scambiare qualche parola piuttosto che stare sempre rinchiusa fra le piccole pareti di un telefonino.
E come tacere anche il valore democratico? Non tutti possiedono o sono in grado di manovrare un Pc o un coso di ultima generazione, si pensi agli anziani e ai nativi riluttanti.

Infine, è un po' come gli annunci funebri: chi non si fermerebbe a leggere? D'altra parte, non è anche il prolungato funerale di Città Spettacolo?