Mastella e la proposta pop per la laurea honoris causa: da Gigi a Gigione il passo è breve...

- Effetti collaterali di Giovanni Barra
Un'esibizione canora del sindaco Mastella in Villa Comunale a Benevento
Un'esibizione canora del sindaco Mastella in Villa Comunale a Benevento

Il Conservatorio di Benevento, su proposta del sindaco Clemente Mastella, sta valutando il conferimento di una laurea honoris causa al noto cantante Gigi D'Alessio. Fa già ridere così. Ma è una risata da combattere con forza. Essa è superficiale, reazionaria, dogmatica, spocchiosa, da ammuffiti amanti del Mussorgsky di turno, incapaci di presentarsi saggiamente proni a un doveroso appuntamento con la storia, in sostanza, da rosiconi-criticoni. A risentirla, più o meno la stessa risata ostentata e poi ritirata da coloro che, con scarsa cautela, avrebbero confidato in una levata di scudi da parte del Conservatorio, in un'accoglienza in stile Walder Frey durante le nozze rosse, e che invece hanno dovuto fare i conti con la “ricettività” degli addetti ai lavori: ennesima delusione ed ennesimo fallimento per la schiera dei ridacchianti, sempre più esigua, sempre meno ridacchiante.

Chi di dovere, infatti, assicurandosi la gratitudine dei posteri, non si è fatto trovare impreparato al cospetto della letificante propostona mastelliana, definendola una “proposta pop” da affiancare eventualmente a un “progetto artistico-didattico in cui sarà coinvolto Gigi D'Alessio” in persona. Wow! Roba da occhi stropicciati e cuoio capelluto danneggiato, un privilegio incommensurabile. L'ennesima sentenza culturale della mastellastica, sovente avvezza allo scouting audace. Sfortunatamente, l'ennesima sentenza in grado di offrire il fianco ai soliti “idioti che ironizzano”, che “non conoscono la prassi” e che nella loro sprezzante inoperosità si dilettano a menzionare la sede del Comune con l'espressione “Palazzo Mostri”. In sintesi: i ridacchianti di cui sopra.

Costoro, detto tra di noi, molto tra di noi, estremamente tra di noi, si illudono di conoscere sin troppo bene “la prassi” e, bypassando il Mastella tranchant del virgolettato e consolandosi a vicenda nel vivere Benevento come una punizione divina, avanzano prevedibili e ossute obiezioni dettate dalla mera invidia.

Facile immaginarle:
“chiunque si esibisca a Benevento può ambire a una laurea honoris causa?”;
“la laurea honoris causa a Benevento è come il grigio, va con tutto”;
“ma una laurea non dovrebbe premiare la sapienza anziché l'insipienza?”;
“da quando l'essere cuozzo friendly provoca entusiasmi accademici?”;
“una cerimonia di laurea surreale, con la regia di David Lynch”; e così via.

Ebbene, essi non sono alfabetizzati esteticamente, non hanno gli strumenti per poter cogliere la grandezza follacratica del nuovo corso culturale mastelliano. Essi si affannano a inseguire ancora le piccolezze della cultura ufficiale. Ne inseguono i riconoscimenti. I quali, a veder bene, per Gigi D'Alessio, “esportatore della musica napoletana nel mondo”, rappresentano una diminutio.

In fondo, per quale motivo il Conservatorio di Benevento dovrebbe insignire, ad esempio, un novello Prokofiev, un Prokofiev in volgarità, o altro materiale da brodo, anziché celebrare la massima espressione continentale della musica neomelodica, genere per sua natura incline a un intimismo sgrassato, autentico, in perfetta sintonia con le imperdibili emozioni dell'uomo comune?

Qual è l'oscura sorgente di questa inspiegabile ostilità pseudointellettuale per niente al passo coi tempi?

Risposta scientificamente più attendibile: l'ostilità dipenderebbe da un oggetto magico indossato dal cantautore partenopeo, “l'anello di Gigi”. Tale oggetto, a differenza del suo quasi omonimo mitologico “anello di Gige”, non trasmetterebbe al proprietario il dono dell'invisibilità, bensì il dono dell'inascoltabilità selettiva. Risultato: a chiunque abbia letto almeno cinque libri viene automaticamente preclusa ogni possibilità di un ascolto corretto, bonificato. Pazienza, Gigi e il suo anello sono inseparabili, così come la mastellastica e l'acclamazione delle folle.

Appello finale: voi non dovete far altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi. Il che significa essere continuamente riconoscibili. Enfatizzare subito ogni piccolo successo: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente uguali, a pretendere, a volere, a identificarvi con l'uomo qualunque; a ignorare chiunque osi criticarvi; a pregare.
PS: da Gigi a Gigione il passo è breve...