I capi del PD sannita evitano di guardare in faccia i cittadini che non vogliono perdere il Pronto Soccorso

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Sant'Agata dei Goti
Sant'Agata dei Goti

Non ci si può esimere dal valutare la doppia velocità della politica sannita che appare oggi in tutta la sua evidenza, soprattutto se declinata sul versante sanitario. C'è una sorta di movimento popolare dal basso e c'è l'assetto istituzionale; la spinta propulsiva alle spalle di entrambi è la recente chiusura del Pronto Soccorso dell'ospedale di Sant'Agata dei Goti dal 3 agosto di quest'anno, ufficialmente divenuto l'altra metà dell'azienda ospedaliera “Gaetano Rummo” di Benevento, generando l’Azienda Ospedaliera “San Pio”, così come s'appella il 'nuovo' unificato nosocomio - forse come invocazione o per chiedere protezione.

Tutti gli organi di stampa parlano di come il moto di indignazione popolare delle prime ore sia sfociato in una protesta : la velocità con cui la 'gente' ha valutato la 'sperimentazione' del management (che parte ovviamente da più lontano...) si è rivelata piuttosto sostenuta. E tale passo è stato retto in particolare modo dal MoVimento 5 Stelle, che è al governo, e dal centrodestra non classificabile di Forza Italia. La presenza dei parlamentari del territorio è stata, inoltre, una robusta iniezione a sostegno delle richieste di revoca della misura adottata. E, naturalmente, oltre la coltre delle parole di ordinanza, è stata anche un'occasione d'autopromozione politica in termini di propaganda.

Ebbene, tale insieme per niente spurio, di questi tempi, ancorché variegato, è la rappresentazione – 'plastica' si direbbe – del perché le urne delle Politiche di marzo abbiano espresso un Paese a trazione gialloverde e un po' azzurra. La velocità nell'interpretare il bisogno immediato, facendo emergere – o semplicemente cavalcando - rabbia e disillusione è stata doppia, appunto, rispetto al centrosinistra.

A segnare l'enorme distanza fra quest’ultimo e il perimetro saticulano, sannita, campano e oltre, è la brevità di qualche nota stampa, che saluta il comune di Sant'Agata de' Goti, nelle figure del sindaco, del presidente del Consiglio comunale, degli assessori, dei consiglieri, eccetera – e prima ancora del deputato, del consigliere regionale, del segretario provinciale del Pd (con al fianco il dubbio sull'operazione da parte dell'organizzazione sindacale di tendenza, leggi Cgil) - come capofila nella chiamata a raccolta dei... sindaci del comprensorio dell’ospedale caudino e di tutti gli altri attori istituzionali.

Se è comprensibile l'imbarazzo politico (e strategico-elettorale del distacco dei capi Pd locali da Vincenzo De Luca) nell'aver mancato di comprendere fino in fondo il senso di certo sostegno, è incomprensibile la scelta del percorso di 'secondo livello', attraverso gli eletti: nel cupio dissolvi di una idea di solidarietà marca ancor più il distacco dai cittadini che alla fine sentono su di loro i problemi e poi trasferiscono gli stessi su una scheda elettorale.

Inoltre, è altrettanto incomprensibile la scelta del Pd locale di continuare ad affidarsi a una classe di dirigenti, che fra un po' si troverà a dirigere il traffico giusto di qualche tesserato, e dei sindaci, consiglieri, deputati e compagnia cantante, di disertare un corteo evitando di guardare in faccia i manifestanti e di metterci la faccia, su una scelta che si può non avallare, facendo professione di umiltà. Chiudersi in un'aula consiliare evitando la strada appare come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.