Assoluzione e prescrizioni per Mastella processato a Napoli

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Il sindaco di Benevento Clemente Mastella, berlusconiano ma all'epoca dei fatti leader dell'Udeur, è stato assolto ieri dal Trinunale di Napoli, dall'accusa di malversazione, perché il fatto non sussite. Per l'accusa - inizialmente - aveva utilizzato indebitamente le quote della società "Il Campanile srl"; poi, però la Procura ha cambiato idea e ha proposto, essa stessa, l'assoluzione, ieri sentenziata. Dalle altre accuse a suo carico - truffa e appropriazione indebita relative all'acquisto di un appartamento a Roma usato come redazione del giornlale "Il Campanile") - il sindaco è stato scagionato dalla prescrizione: è cessato il tempo massimo concesso dalla legge per portare a termine il processo, 14 anni circa sono trascorsi invano.

Sono stati assolti anche Carlo Camilleri, noto inegnere beneventano e all'epoca dei fatti consuocero di Mastella, e Andrea Abbamonte, avvocato, ed ex assessore regionale dell'Udeur, nonché Nicola Ferraro e Rolando Bruno. Assolti anche Fernando Errico, all'epoca segretario provinciale dell'Udeur e ora sindaco di S. Nicola Manfredi, Tommaso Zerella dirigente dell'ASL di Benevento, Bruno De Stefano già manager della stessa ASL, Luciano Capobianco, Giuseppe Ciotola, Giuseppe D'Antonio.

Il processo, detto Arpac, si snodò per vari filoni e per uno di questi sono stati invece condannati a tre anni e tre mesi Antonello Scocca, Antonio Giuseppe Zerrillo e carmelo Lomazzo. A settembre del 2017, Mastella era stato già assolto dall'accusa di associazione a delinquere, sempre dal Tribunale di Napoli.
* * *
“Mi complimento con il Sindaco Clemente Mastella per la sentenza che gli ha riconosciuto giustizia ed onorabilità. Ho sempre creduto che sia stato orchestrato un qualcosa di eversivo ai danni della famiglia Mastella, dell’UDEUR e della stessa Democrazia. Oggi, quest’ultima sentenza, pone un altro tassello volto a ripristinare un’immagine specchiata. Tuttavia viene da chiedersi come si possa giungere solo dopo tanti anni ad una sentenza. I tempi della giustizia non sono da paese civile. Chi restituirà, oltre dieci anni di preoccupazioni, d’onore e di vita? La pronuncia odierna ci richiama alla necessità di una profonda riforma della giustizia, che sicuramente non va nella direzione sbandierata, dal forcaiolo, Ministro Bonafede. Bisogna garantire tempi certi ed imparzialità, mantendo come stella polare il principio d’innocenza”. Così Leonardo Ciccopiedi, Responsabile organizzativo di Forza Italia in provincia di Benevento.