Sul sito Unesco a Benevento prima di prendere il volo occorre mettere i piedi per terra

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Non resta che plaudire allo spirito di iniziativa e alla velocità realizzativa del Comune di Benevento: ha tagliato il nastro, per primo, nella “fase di avvio del portale internet in costruzione, dedicata alla formazione di una digital library che diverrà il punto di riferimento ufficiale del ‘Circuito Patrimoni del Sud’, la rete di enti ed imprese che riunisce i Siti Unesco del meridione d’Italia”. L’ambizioso progetto non può essere riassunto in poche parole, ma palazzo Mosti ha provveduto a illustrarlo nelle sue parti attraverso una corposa nota diffusa alla stampa (leggi: http://ilvaglio.it/article/7872/rete-siti-unesco-a-benevento-verso-il-portale-e-la-virtual-app-card.html). Inneggia alla ‘policy’, a promuovere lo sviluppo turistico dei territori, al miglioramento economico dell’area, alla promozione del patrimonio culturale, naturale, enogastronomico, eccetera. Il passo iniziale è quindi quello dell’innovazione tecnologica (non andrà dimenticata anche una ‘virtual app card’, nel caso), primo elemento di garanzia della forte attrattività esercitata dal sito Unesco. Sito che, per Benevento, ricordiamo essere il complesso monumentale di Santa Sofia.

Una iniziativa lodevole. Anzi, lodevolmente necessaria. Converrà, quindi, richiamare alla memoria l’attrattività del Sito Unesco cittadino che circoscriviamo alla cosiddetta ‘buffer zone’. Magari basta sottolineare solo quest’aspetto ‘geografico’, talmente spesso (nel senso di ‘spessore’) è il faldone degli articoli di stampa che interessano quel particolare segmento del centro storico anti-storico a tutti gli effetti nel suo proporsi, instancabile, come il salotto lacero della città. Devastato dall’incuria. Preda dei vandali del fine-settimana. Chiuso (inteso come battenti chiusi) nelle sue espressioni culturali. Affidato alle cure sregolate di bancarelle e mercanzie di ogni tipo per ricorrenze di minima importanza. Oasi di inquietudine per i residenti. Terra di mezzo fra la sregolatezza umana e l’avventurismo amministrativo nel disegno commerciale. Deserto bollente di solitudine nelle attività di controllo.

Siamo quindi assolutamente tutti d’accordo con l’assessore alla Cultura di palazzo Mosti Picucci quando parla di una Benevento che “avvia un percorso virtuoso per strutturare il territorio con servizi dedicati ai viaggiatori ed accreditarsi come una tra le mete turistiche finalmente riconosciute del sud Italia”, purché ci si ricordi che prima di prendere il volo è necessario staccare i piedi da terra.