La somma non fa il totale nella beneficenza della Giunta Comunale di Benevento

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Stando al sito del Comune del Benevento che non sbaglia, il costo di un singolo pasto alla mensa scolastica per i possessori di un Isee (cioè l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie) fino a 5000 euro è di 2 euro. Di conseguenza la misura adottata nella Giunta cittadina del 13 settembre, e adeguatamente pubblicizzata da palazzo Mosti con una nota ufficiale (leggi), presuppone uno sconto a chi devolve oppure non comprende (né viene meglio specificato dalla nota stessa) la quota parte del sindaco Mastella. Questa risulterebbe la più alta di tutte rispetto a quella ‘fissa’ - 800 euro dall’indennità percepita per il gravoso compito - dei 9 assessori.
Scrive infatti il Comune che “gli assessori hanno deciso di devolvere parte della loro indennità di carica (circa complessivi 7.200,00 euro) per l’acquisto di 4.500 buoni pasto da distribuire alle famiglie con reddito Isee inferiore a 5000 euro”. Il conto è presto fatto: 7200 diviso 4500 uguale 1,6 euro, un prezzo unitario inferiore a quello previsto per l’anno scolastico 2018/2019 – e questo potrebbe essere il buono pasto con lo ‘sconto’; altra versione, che il comunicato stampa non pone in evidenza per timidezza, per ritrosia personale, per non rimarcare differenze o chissà che altro, è quella di una somma accreditabile dalla Giunta di 9.000 euro, che ci regala i 4.500 buoni pasti da distribuire (4500 x 2 euro a pasto = 9000), e quindi la somma andrebbe rimpinguata con 1800 euro del componente n. 10 dell’Esecutivo cittadino, ovvero il sindaco.

Rebus matematico o meno, certo il Comune ha i mezzi per conoscere appieno le situazioni economiche dei destinatari del beneficio, nonché quelli per esercitare un controllo sulla veridicità delle dichiarazioni Isee, e soprattutto resta il bel gesto della politica. Una politica che pare quasi vestirsi da ‘nuova’ politica in stile grillino (della quale per ora in premessa ci sono solo le promesse) nel varo di una misura di sostegno sociale. Con un piccolo limite, e il rischio nel giudizio esterno: l’occasionalità, giusto il rintocco della grancassa – peraltro mediaticamente ben percepito -. Ovvero, altro rispetto a una misura ‘strutturale’, un aiuto decisivo e costante al disagio. Che magari, oltre il mecenatismo, si potrebbe ottenere attraverso la certezza dei pagamenti, il recuperi dei crediti, i costi diversi e ritocchi oppure agevolazioni.