Con l’avvenuto sbarco in sede penale, la faccenda Asea si apre ai nuovi capitoli

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La “faccenda Asea”, converrà chiamarla così, semplicemente, scrive un altro capitolo della sua interminabile storia, in atti (...giudiziari) dal 2016: il segretario generale della Provincia di Benevento Franco Nardone dovrà rispondere in aula dell'ipotesi del reato d'abuso d'ufficio. E' un ulteriore tassello, contro il quale emerse una durissima replica dello stesso Nardone , che la Procura – in difformità rispetto evidentemente a quanto sostenuto da Nardone - ritiene possa incastrarsi nel puzzle politico/amministrativo per avere un quadro più completo dei risvolti che condussero all'avvicendamento ai vertici di Asea (Agenzia Sannita per l'Energia e l'Ambiente azienda speciale della Provincia), consumatosi con la dichiarata decadenza di Alfredo Cataudo. La quale innescò un turbinio di rivalse e rivendicazioni, ritorsioni e correttezze d'operato vagliati, da un lato, fino al Consiglio di Stato con esito favorevole a Cataudo , ed ora approdati ad altra sede, penale, nel tribunale cittadino.

Il filone dei possibili commenti è esaurito da tempo (basta aprire un motore di ricerca per venirne inondati...), ora si tratta solo di attendere che il tempo, appunto, faccia il suo corso, sintonizzato sull'evoluzione degli eventi ultimi – che è presumibile siano tali da protrarsi a lungo nel tempo (...per i tempi della giustizia).

Ma la “faccenda Asea”, ormai quasi 'evaporata' nei suoi effetti - ed ecco perché conviene chiamarla così, semplicemente –, è divenuta quindi solo occasione per porre sotto la lente di ingrandimento un modus operandi che si è intersecato, senza che venisse riconosciuto dai protagonisti 'attivi', con la politica, trincerandosi però dietro la puntualità dell'agire amministrativo. Anche la decisione del rinvio a giudizio del segretario generale della Rocca, deciso dal Gup Flavio Cusani, offre allora il fianco a una valutazione, non neutra certamente ma neppure di dubbia interpretazione: il convincimento che qualche 'accidente' ci fu, in quell'estate del 2016, e nel meccanismo rimase incastrato Cataudo, non più sintonizzato politicamente sulla stessa lunghezza d'onda dell'amministrazione provinciale in carica.