Da strada perduta a strada lastricata di attenzioni: l'Appia nel Patrimonio Unesco, e Benevento si candida capofila del progetto

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Il progetto viene da lontano, ma chissà che stavolta al primo cittadino di Benevento Mastella, mettendoci sopra il cappello con il suo solito, ineguagliabile tempismo, non riesca davvero di condurre la nave in porto. O meglio, il cammino verso l'ambito – ed affatto immeritato - riconoscimento culturale. La seduta di Giunta comunale del 20 settembre, dunque, verrà fra le altre cose ricordata anche per la formalizzazione – su input del sindaco e dell'assessore Picucci - della proposta di candidatura della via Appia, la Regina Viarum, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, per – magari – un formidabile bis con la longobarda Chiesa di Santa Sofia (...e che poi questo impegni a conservare, regolamentare, valorizzare, favorire l'accesso al sito è ben altro discoso).

“La via Appia patrimonio dell' umanità, sito protetto e riconosciuto dall'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni unite che si occupa della tutela del patrimonio e della cultura mondiali ma anche tutelata da una legge nazionale fatta su misura per tenerla viva sul modello di altre strade storiche e nobili nel cuore della vecchia Europa”, scriveva Repubblica il 4 marzo 2005 (cioè tredici anni fa) a commento dei lavori di un articolato convegno promosso da Italia Nostra tenutosi nella sale del museo nazionale romano, a Palazzo Massimo. “La richiesta di ascrivere la strada che univa (e unisce, sia pure a brani) Roma e Brindisi è stata formulata a più voci, a cominciare da quella del sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono nell' intervento di apertura del convegno fino a quella di Roberto Morassut, assessore all' Urbanistica del Comune”.

Con un salto temporale di un decennio, leggiamo – 23 settembre 2015 - su AffariItaliani.it: “L'Appia antica, la Regina Viarum che da Roma arriva a Brindisi, attraversa quattro regioni e numerosi comuni, torna ad essere cammino e percorso tra storia e cultura in un progetto di valorizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali. L'iniziativa è stata presentata dal ministro Dario Franceschini al complesso del Mibact di Capo di Bove. L'Appia antica è 'un bene dimenticato ma inestimabile', in attesa del riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco richiesta dal Mibact”. Giova ricordare che questo ritorno di fiamma era dovuto all'accensione d'interesse 'causata' dallo splendido viaggio a piedi del giornalista-letterato Paolo Rumiz, pubblicato ad agosto su Repubblica e sintetizzato in tre Dvd per la regia di Alessandro Scillitani. Da quel “Cammino dell'Appia Antica, alla scoperta della strada perduta” sono stati di contro ritrovate forti motivazioni.

Evidentemente proprio da quelle ha deciso di partire Clemente Mastella: dapprima l'annuncio – il 7 giugno di quest'anno - a margine della serata di presentazione dei 12 autori finalisti del premio Strega, poi la ratifica di Giunta tre mesi dopo. Con Benevento che vorrebbe porsi quale capofila del progetto.

Dunque, inizia ora un altro viaggio, però alla scoperta della volontà di tradurre in fatti magari non una formidabile intuizione ma un disegno (possibile) frutto dell'intuito anche politico.