La crisi dei rifiuti a Benevento e i cupi comunicati di Madaro (che magari si ridurrà l'appannaggio...)

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Proprio quando l'accenno della protesta sta prendendo forma, giunge fino in punta di lingua, timidamente fa capolino sui siti di informazione o sulla carta scritta, ecco che – col tempismo da riconoscere alle figure istituzionali che occupano ruoli di responsabilità – l'amministratore unico di Asia Spa, Donato Madaro si manifesta con un corposo comunicato stampa . Con il quale strozza in gola qualsivoglia critica perché avverte, subito, in prima battuta, che la situazione è critica e che questa criticità, ovviamente, non dipende dall'Asia, l’azienda beneventana partecipata per intero dal Comune cittadino che s'occupa di igiene ambientale.

E' la quinta nota diffusa sul medesimo tema dal 27 luglio, orchestrata col medesimo tono, cupa in contenuti e conseguenze per i cittadini/contribuenti. Come nello storico film di Landis, accidenti e accidenti e accidenti di varia natura si sono sommati facendo saltare il tappo insidiando la virtù del ciclo dei rifiuti: chiusure di impianti, incendi, trasferte di compattatori di estenuante lunghezza, automezzi usurati, blocco dei conferimenti, termovalorizzatori in manutenzione, maleducazione crescente, convenzioni discusse e ridiscusse e onerose e sempre più onerose... John Belushi sarebbe impallidito, Carrie Fisher lo avrebbe perdonato non una volta, ma sempre. E, a chiudere, la botta: “Le azioni messe in campo da Asia stanno determinando costi più gravosi che andranno a ricadere sulla collettività”. Che, detto così, perché così è scritto, pare che sia Asia a far lievitare la bolletta Tari... E anzi, Asia stessa avverte che tali azioni sono addirittura “fragili”: basterebbe, cioè, un “altro imprevisto” per determinare “ulteriori disfunzioni”.

Ci si attende, da un manager, un piccolo conforto rassicurante, l'avvio di piccole operazioni come la creazione di qualche sito di trasferenza per affrontare le difficoltà, l'accento posto magari sullo spazzamento - perché vie e marciapiedi cittadini almeno risplendano -, l'utilizzo degli operatori nella pulizia di aree verdi pubbliche divenute discariche, lo svuotamento di qualche campana dal vetro (perché poi, in fondo, si deposita in terra quando queste sono piene da settimane): speriamo che Madaro, in fondo, non toccato dall'aumento della tariffa rifiuti che ha paventato perché non beneventano, si sintonizzi con gli sfortunati cittadini/contribuenti stritolati dall'insieme di eventi fortuiti e/o dalle carenze strutturali del ciclo dei rifiuti in regione, riducendo il suo appannaggio in maniera proporzionale all'aumento in percentuale della Tari.