Il mesto arrivo di Martina in una provincia dimenticata dell'impero che non c'è più

- Opinioni di Giovanni Festa

Non ci si può nascondere che Il Fatto Quotidiano sia, su certi temi come la politica, un giornale 'schierato'. Come tanti, quasi tutti gli altri più o meno - dipende ovviamente dalle proprietà, in larga parte, o dalle simpatie e antipatie: strutturali, congenite, personali, diffuse, modulate sull'oggi che comanda, grillino e leghista -. E che quindi la punzecchiatura al segretario Pd Maurizio Martina intervenuto a Telese Terme alla Festa Provinciale de L'Unità (un servizio video sul suo intervento pubblicato on line) fosse un atto dovuto, e documentato. L'atto in questione, però, illustra mediaticamente una platea 'termale' piuttosto scarna di numero, ed è almeno un dato quotidiano di fatto.

Ecco, il semplice 'report' d'affluenza, e quelle riprese di sedie e spalti con qualche vuoto già in un'area di non elevata capienza, spiega qualche cosa sul ruolo attuale del Pd. Intanto, c'è da rilevare l'improvvida scelta della Federazione Provinciale sannita di titolare ancora una volta una festa all'Unità, già storico quotidiano 'comunista' in origine, già quotidiano dei comunisti nel corso della sua e della loro Storia prima del salto nel precipizio di chiusure e fallimenti, oltre l'estinzione dei comunisti/lettori e di quelli iscritti al Partito: dunque, oggi offrendo una similitudine del genere, pare quasi che i rintocchi a morte sul giornale riflettano quelli sul partito (Pd). Poi, non va dispersa almeno la memoria del significato dell'arrivo di un Segretario del Partito in provincia: si giungeva da ogni dove per ascoltarne le parole, per suggerne le idee, per mutuare, seguire, difendere una linea. Altro segnale di un cambiamento, in peggio e in atto, le sedie vuote. Infine, la 'forza': viene a mancare proprio la 'forza' delle argomentazioni anche nel non riduttivo ruolo di opposizione e/o alternativa che dir (con Martina) si voglia. E quel che viene proferito dinanzi a un microfono è buono giusto per un “servizio/panino” ai Tg, data una evidente e scarsa incidenza sui destini del Paese.

Telese Terme, il Sannio e la Federazione Provinciale del Pd, conquistando all'incontrario la ribalta nazionale nell'offerta di una tribuna al segretario, si sono rivelati paradigmatici (se mai se ne fosse ancora avvertito il bisogno) dello sprofondo rosso attuale. In un paese dove il portavoce dell'avvocato presidente del consiglio/ombra detta la linea, usando parole e colorite aggettivazioni non consone non tanto al ruolo (perché di questi tempi chi gestisce la comunicazione arma il potere) quanto al contesto in cui (purtroppo) lo osserviamo agitarsi, avrebbe dovuto esserci una sorta di sollevazione democratica per rammendare un così violento strappo istituzionale. Contando qualcosa, avendo la forza di farlo e soprattutto la credibilità. A partire dal territori: De Caro e Valentino che incorniciano Martina al suo arrivo iconizzano una trimurti di fatto, figurazione terrena di un triplice aspetto del medesimo decadimento.

Telese, provincia dimenticata dell'impero che non c'è più.