Cosa c'è e cosa non c'è nel comune reclamare di Mastella e De Caro contro il Governo Conte

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E’ grazie al governo gialloverde che diavolo e acquasanta sono riusciti di recente addirittura a incontrarsi: perché una “novità” politica sannita è nella convergenza d’opinione delle parallele Mastella/Del Basso De Caro. L’approvazione definitiva al Senato di quella misura di legge che amabilmente viene appellata “Milleproroghe”, perché ne venga evidenziato il carattere di contenitore multiuso, è riuscita infatti a saldare le posizioni dei due politici, in tema di “Bando Periferie”.

Decisamente istituzionale quella di De Caro che, dinanzi allo stop immediato alle risorse e alla loro assegnazione ‘differita’, si era segnalato per “una forte mobilitazione” contro il provvedimento. Respingendo in prima istanza anche l’accordo raggiunto fra il premier Conte e l’Anci (“…è insufficiente in quanto non recupererebbe le cifre che sono state tagliate ai Comuni”), con prevedibile puntualità disatteso in sede di conversione del Milleproroghe.

Più barricadera la posizione del sindaco di Benevento: dal Governo – ha ricordato parlando del tentativo di accordo con gli enti locali – è arrivata “una presa in giro”, peraltro ratificata anche dal presidente dell’Anci, il sindaco barese Antonio Decaro: “Siamo costretti ad interrompere le relazioni. Torneremo a quei tavoli solo quando il percorso per restituire ai sindaci il miliardo e seicento milioni sottratti si vorrà avviare davvero”. Insomma, ancora una volta Mastella aveva visto lungo, nel tenere duro rivelandosi intransigente: “Non posso che denunciare questo Governo, lo devo ai cittadini beneventani beffati due volte”.

Di nuovo vicini, dunque, De Caro e Mastella i tradizionali avversari, per questioni di ‘agibilità’ in sede parlamentare e sul territorio, anche se il panorama in evoluzione lascia intravedere (fanno balenare alcuni retroscena mediatici) un centrodestra in fase di ricompattamento, almeno alle prossime regionali (FI-Fdi-Lega) e un Partito Democratico non insensibile ai lamenti del M5S di un governo sempre sull’orlo di una possibile crisi. Dunque, una contiguità strumentale per segnare punti di vicinanza con la popolazione sannita e un domani nebuloso che potrebbe far rievocare l’episodio solo perché curioso nella sua occasionalità.

L’utilità reale di quei progetti per i cittadini beneventani, comunque, è ed era tutta da dimostrare, anzi, di alcuni ne sono già stati denunciati i limiti (da Altrabenevento). Come per la prevista operazione edilizia sul “periferico” terminal degli autobus che si trova al… centro della città! Progetto addirittura denunciato come potenzialmente pericoloso.

Potenzialmente pericoloso come, stavolta per Mastella, è il Ponte S. Nicola. Lo ha chiuso da un mese con gravissimi disagi per l’area Capodimonte e la viabilità generale. Il manufatto da 60 anni collega, davvero, la periferia al centro e quindi doveva avere priorità assoluta in tale progettazione ma, quando ha chiesto il reclamato finanziamento, Mastella quello stesso ponte stava per riaprire al traffico…