La Cgil denuncia molte disfunzioni presso il carcere di Benevento

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Scrive Giannaserena Franzè della FPCGIL sannita: La FPCGIL sannita evidenza marcate disfunzioni presso l’istituto in intestazione. La questione da analizzare in primis riguarda la gestione in toto del Reparto Femminile. Orbene essendo un reparto formato da popolazione detentiva femminile, la cui presenza numerica si attesta attorno a circa 75 unità, risulta utile segnalare di come la vigilanza in tale reparto ultimamente è demandata in alcuni turni di servizio solo ed esclusivamente adun’unità femminile di polizia in servizio nei turni pomeridiani, serali e notturni la quale è comandata al controllo e sorveglianza delle 6 sezioni ivi presenti. Tale condizione risulta aggravata allorquando in determinati turni di servizio sia serali che notturni sono del tutto assenti le agenti donna per dare spazio al controllo alle due unità maschili comandate di servizio presso la portineria del reparto in questione. In tal senso viene meno il controllo e la sorveglianza delle sezioni detentive lasciate sguarnite ma sottoposte al vaglio ispettivo della sola Sorveglianza generale (tale condizione non è una diretta conseguenza delle assenze giustificate che si registrano nel corso della giornata ma deriva da una programmazione del servizio in tal senso).

Non da meno è da considerare i diversi circuiti di appartenenza delle stesse ragion per cui anche con la presenza continua delle telecamere non è di fatto assicurato il controllo nelle stanze di pernottamento da parte del personale maschile che presenta delle limitazioni di natura professionale oltre che personale. A tal proposito con l’Ordine di servizio n. 64 del 7/9/018, a firma del direttore dell’istituto, si evidenzia una riduzione di organico a 13 unità per ragioni dovuti a rientri in sede del personale nonché per il corso di formazione di allievi vice ispettori. Di questo punto la Cgil FP contesta i contenuti in quanto la situazione era prevedibile già da diverso tempo ovvero prima del periodo estivo ma fino ad ora nulla è stato fatto per ovviare a questo inconveniente se non partecipare una disposizione di servizio fuori luogo che non presenta i caratteri dell’urgenza proprio per la prevedibilità degli eventi che sono maturati nel tempo. Ne consegue che la direzione volutamente non ha voluto adottare i dovuti provvedimenti in ragione di un cambio di vertice (la stessa sembrerebbe destinata ad altro incarico) che viene rimandato oramai da un mese all’altro facendo perdurare uno stato di inerzia dalla quale risulta difficile uscirne A parere di questo sindacato si tratterebbe quindi di una gestione alquanto discutibile che incide negativamente sul buon andamento dell’istituto con gravi ripercussioni sul personale maschile che si ritrova nella incapacità di dover agire in tale contesto anche con particolare riguardo al transito delle detenute che per un qualsiasi motivo non sono sottoposte all’ applicazione dell’art. 74 comma 1 dell’Ordinamento Penitenziario. L’esclusione dall’attività di perquisizione non fa altro che rafforzare l’intento che nel reparto femminile e non solo ( le stesse donne si recano in infermeria generale posta presso il reparto giudiziario transitando per altri luoghi) possano detenere o cedere oggetti di cui non è consentito il possesso.

Altra questione riguarda l’assegnazione di personale maschile con art. 7 a posti di servizio già coperti da personale qualificato ma assente per diversi motivi (MOF, Lavorazioni, Sopravvitto detenuti). Sembrerebbe che gli stessi non presentano i dovuti requisiti per lo svolgimento dell’incarico mentre, al contrario, chi li possiede viene demansionato assegnandogli giornalmente un posto di servizio diverso da quello per la quale risulta essere vincitore di interpello (ad esempio il poliziotto della cucina detenuti che viene impiegato per vigilare sul ritiro e smaltimento della spazzatura lasciando da solo l’altro collega con i detenuti all’interno della cucina in cui sono presenti attrezzi ed utensili di tale importanza come coltelli, forchettoni mestoli, apriscatole ecc. che possono essere utilizzati impropriamente). Ciò non fa altro che allungare i tempi di lavoro moltiplicando le attività che ciascun poliziotto deve obbligatoriamente svolgere.

E importante segnalare la previsione di un altro ordine di servizio dove in assenza del personale in servizio presso il reparto infermeria il poliziotto in servizio presso la rotonda 4 piano deve occuparsi non solo del transito dei detenuti che accedono o escono dalle sezioni presenti ma debba occuparsi di far accedere i detenuti provenienti da altre sezioni sottostanti richiedenti visita presso la locale infermeria, presso gli ambulatori specifici, consentire il transito dei lavoranti cucina detenuti oltre che occuparsi delle questioni inerenti alla sezione infermeria dove e presente anche un collaboratore di giustizia.

Altra questione di non poca importanza e la stessa vigilanza dell’istituto che non viene più espletata da tempo per cui la possibilità di avvicinamento da parte di un qualsiasi malintenzionato all’istituto è davvero notevole soprattutto dalla parte posteriore dell’istituto dove sono accumulate, presso la ringhiera di delimitazione, diverse quantità di materiali da risulta (dal ferro arrugginito di tavoli sedie termosifoni e quant’altro a materiali cementizi derivanti dalle opere di manutenzione e demolizione svolte fino ad accumuli di personal computer e monitor che dovrebbero essere smaltiti secondo la legislazione vigente perché contenenti materiale tossico tipo cadmio/mercurio/berillio per poi addivenire poi a materiali degradabili che rilasciano le loro sostante a contatto diretto con il terreno quindi possono determinare un potenziale inquinamento delle falde acquifere sottostanti).

Ulteriore questione degna di nota riguarda la mancata fruizione da parte del personale del riposo attiguo al turno notturno che viene chiamato in servizio anche in orario mattutino o nei casi particolari, diventando quindi prassi consolidata, svolgendo il doppio turno di servizio senza la corresponsione della doppia presenza giornaliera cosi come previsto. Ciò naturalmente per far fronte alle innumerevoli esigenze del servizio dovute ad alto tasso di malattia indicatore appunto di disagi personali oltre che assenza delle basilari regole volte al benessere del personale.

Da segnalare ulteriormente il problema dell’ u.o. Colloqui. In essa si registrano giornalmente casi di accorpamento dei posti di servizio non derivanti da questioni emergenziali quanto da esigenze di svariato tipo (assenze giustificate, congedo ordinario,congedo straordinario, cure termali, L.104/92) riguardanti però sempre le stessa unità di polizia mentre la restante parte con spirito di sacrificio è senso del dovere è impegnata giornalmente a svolgere con dovizia le proprie mansioni. La criticità maggiore si riscontra alla perquisizione detenuti e al controllo visivo delle sale colloquio dove in particolare un agente deve sorvegliare contemporaneamente due sale l’una posta alle spalle dell’altra conseguentemente deve poi consegnare i documenti di riconoscimento ai familiari dei detenuti, aprire e chiudere il cancello di ingresso colloqui. Questo cosi come organizzato dimostra la valenza e l’importanza dell’osservazione e del controllo da parte del poliziotto impiegato.

Forse in simile contesto avremmo fatto prima ad elencare le cose che funzionano ma evidentemente ciò non lo si riscontra almeno sul piano organizzativo oramai alla deriva.