La sconfitta contro il Foggia sia salutare per il Benevento alla ricerca di un’identità

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Cristian Bucchi
Cristian Bucchi

E’ come se non fosse accaduto nulla o quasi ai piani superiori della graduatoria del campionato di serie B, dopo la disputa del sesto turno del girone di andata. Certo, per il Benevento è venuta col Foggia la prima e meritata sconfitta, per di più al cospetto di un grande pubblico, ma il panorama generale dei risultati ha movimentato poco in alto. Ovvero nel luogo dove mercato, struttura, ambizioni pongono i giallorossi, in un torneo, lungo e difficile (e chi lo nega), che però individua nella compagine di mister Bucchi una delle papabili per il salto di categoria.

Il bagno d’umiltà patito al cospetto dei dauni è stato diffusamente interpretato – oltre l’amarezza per l’improvvido stop -come una salutare battuta d’arresto perché potessero essere ,in fretta e con largo anticipo, metabolizzate indicazioni tecnico/tattiche e coefficienti di difficoltà degli incontri (che non si vincono dopo una manciata di minuti…). Ciò, si spera, consente ora al Benevento di ripartire domani a Pescara dall’acquisita consapevolezza di dover giocare sempre concentrato. In più fuggendo atteggiamenti di sufficienza e limitando gli errori individuali.

Inoltre, l’annoverare una ‘rosa’ ampia e di qualità impone, comunque, al tecnico delle scelte. Infortuni, affaticamenti o squalifiche a parte, il Benevento comunque non affronta una stagione ‘stressante’ con impegni su più fronti, talmente duri e ravvicinati da richiedere un uso massiccio del turn-over, cioè del ricambio spinto partita dopo partita. In genere, “sarrismo” a parte, esiste una squadra titolare ed esistono le riserve che non sono seconde linee per importanza, ma risorse tecnico/tattiche da impiegare interpretando l’andamento della gara. Dunque, in capo al tecnico giallorosso c’è la responsabilità di scegliere un assetto “identitario”, adeguandolo, poi, alle… curve agonistiche dei novanta minuti.