Le frecciate di Ricciardi ai mastelliani e il cercare alibi proprio di tutti i politici

- Opinioni IlVaglio.it
Sabrina Ricciardi
Sabrina Ricciardi

Come un disco rotto che s’inceppa sempre sullo stesso solco, sta diventando proverbiale la mancata aderenza ai fatti da parte degli esponenti del MoVimento Cinque Stelle, che non li distinguono dalle (legittime) opinioni politiche. Al format scritto nelle alte sfere rispondono anche le logiche territoriali, meno roboanti mediaticamente ma altrettanto utili a costruire gli snodi del racconto sul solito, risaputo canovaccio ‘benaltrista’. Accade da ultimo alla senatrice sannita Sabrina Ricciardi e alla sua intemerata a supporto delle consigliere grilline di palazzo Mosti (leggi): le due, nel pungolare l’amministrazione Mastella, riceverebbero in risposta sempre una lamentela sullo ‘scippo’ dei milioni di euro del Bando Periferie.

Lungi dal voler difendere il politico ceppalonese imprestato al capoluogo sannita con fascia tricolore per un quinquennio o le sue proposte nel suddetto bando, converrà ricordare alla senatrice che “giungere 114esimo su 120 nella specifica graduatoria” per l’assegnazione delle risorse non ha impedito al Comune di Benevento comunque di accedere alle medesime risorse. E benché, a suo dire, con scopo “politico e elettorale” l’allora Governo del PD abbia deciso “di includere tra i beneficiari anche i Comuni che avevano presentato i progetti più scalcagnati e meno meritevoli” (la Ricciardi ha certo informatori più addentro alle segrete cose di palazzo Chigi quando non c’erano lei al parlamento e Di Maio al governo), l’ammissione ai finanziamenti per quei progetti scalcagnati c’è stata. Di conseguenza: il Comune ha vantato una legittima titolarità, discutibile quanto si vuole (come la discute la Ricciardi, ma anche tanti altri, ‘media’ compresi, non ultimo Il Vaglio: leggi), a risorse che sono state sospese e delle quali gli enti locali sono stati privati.

Intanto, dalle argomentate ragioni della Ricciardi sviluppate con i risaputi toni sobri dei grillini apprendiamo, a dispetto della prossima manovra economica Salvini-Di Maio col riporto di Tria e Conte ritenuta “espansiva”, che “se oggi il Governo è costretto ad attuare tagli a destra e manca è solo a causa degli sperperi di denaro pubblico degli anni scorsi”.

C’è sempre un passato cui ancorarsi e mai un presente – e purtroppo un futuro - in cui spiegare: se oggi si taglia per via degli sprechi, non si comprende il motivo di varare nuove misure economiche di forte impatto (e costo) come flat tax, revisione della Fornero, reddito di cittadinanza, condono fiscale, eccetera (queste pure di scopo “politico e elettorale”, per dirla alla Ricciardi) piuttosto che percorrere una strada di controllo della spesa; o, di contro, se si intende varare misure economiche di forte impatto (e costo) come flat tax, revisione della Fornero, reddito di cittadinanza, condono fiscale, eccetera, bisogna dedurre che nel passato devono essere state stati piuttosto impalpabili gli sprechi.