Tributi non pagati al Comune di Benevento, l’assessora sbaglia a generalizzare e non fornisce risposte chiare

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Maria Carmela Serluca
Maria Carmela Serluca

Di recente ha ottenuto una certa eco su alcuni organi di informazione locali, tra cui Il Vaglio.it, il riflesso beneventano dello studio della Cgia di Mestre sul contrasto all'evasione fiscale da parte dei comuni italiani attraverso una attività di accertamento condotta a mezzo di segnalazioni qualificate ad Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per il recupero di tributi erariali (leggi). Contro il dato macroscopico sintetizzato nei titoli (in particolare quello sul recupero medio dell'imposta pari a 7 centesimi per ogni cittadino) s'è posta (questa la nota) l'assessora alle finanze di palazzo Mosti, Maria Carmela Serluca. Che evidentemente non ha letto Il Vaglio.

Lo slancio e lo sdegno, con cui Serluca nella prima parte della sua articolata analisi parla di errori nella estrapolazione dei dati diffusi dalla Cgia, non coinvolgono la nostra testata che ha evidenziato il processo di accertamento, segnalazione e conseguenze della riscossione, specificando in modo chiaro che non si era dinanzi a tributi locali. Dunque, nessuna “inesattezza”, come sostiene – generalizzando – l'assessora.

Piuttosto, sempre a proposito dell'attività di segnalazione per “conto terzi” (lo Stato), è interessante scorgere nelle parole di Serluca la sua serena aspirazione a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno: Benevento è in quel 5% di chi comunque è presente sul campo, quindi “fa parte dei pochi comuni virtuosi”, ed è stato destinatario del controvalore economico di tale attività svolta incassando, come premio, appunto 2.478 euro (pari ai 7 centesimi a contribuente). La virtù, dunque, andrebbe reperita nel 'poco' rispetto al 'nulla' altrui.

Magra consolazione. Serluca, infatti, omette di ricordare come invece fa per lei la Cgia di Mestre che “ Il conseguente recupero di imposta accertato dagli uomini del fisco viene poi trasferito ai Comuni che hanno dato inizio all’operazione. Dal 2012 la quota riconosciuta ai Sindaci sulle maggiori entrate tributarie recuperate dall’attività di accertamento è pari al 100 per cento”. Ovvero: oltre la 'onorevole' presenza (i 7 centesimi di media), un impegno serrato sul campo potrebbe produrre incassi ben più elevati, vista... la percentuale che ritorna ai Comuni (tutto).

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Ma la risposta dell'assessora alle finanze, già vicesindaco di Mastella, evidentemente pungolata dai titoli a effetto, sembra squarciare il velo sull'attività di contrasto 'propria' del Comune di Benevento. Serluca, insomma, finalmente diffonde alcune notizie sull'agire di palazzo Mosti per sanare la ferita nel tessuto economico e sociale aperta dai cittadini/contibuenti evasori che si sottraggono al dovere di pagare le imposte. L’assessora parte dall'attività di riscossione per l'anno 2017, a prima vista elevata ma in tutti i casi (Imu, Tasi, Tari, Tributi minori) comunque inferiore al gettito che era stato preventivato – quindi minori incassi. Continua con l'attività vera e propria d'accertamento, sciorinando milioni di euro (cinque, fra Ici, Imu, Tarsu/Tares e Tari) per omesse o infedeli dichiarazioni e versamenti non effettuati o evasi – ma il fare cassa è legato alla effettiva riscossione.

Quindi, perfeziona il tutto con la... solidità numerica di alcuni assunti: “...sono state accertate diverse attività industriali e commerciali. Si è verificata anche l’infedele denuncia delle superfici di alcuni enti pubblici...il Comune è risultato vittorioso in molti giudizi instaurati dai contribuenti ottenendo grossi risultati a sostegno della pretesa tributaria dell’ente...” – Quante attività? In che modo è stata verificata? Quanti sono questi giudizi?

Ma soprattutto, fuggendo le tentazioni di un passato fatto di promesse, l’assessora conclude con un innovativo messaggio, sul Comune che “concentrerà i propri sforzi ad implementare l’attività di contrasto all’evasione IMU al fine di garantire all’Ente l’intera riscossione del gettito dovuto”.