Campi rom nel Sannio - Levata di scudi della Lega di Benevento contro l'ipotesi di Forza Italia

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Armando Cesaro
Armando Cesaro

Prima prova muscolare di Luca Ricciardi, di recente salito al soglio di coordinatore provinciale della Lega salviniana nel Sannio dopo precedenti militanze in formazioni di destra. Il suo intervento (leggi: http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/25087/ricciardi-cesaro-e-la-dislocazione-sannita-dei-rom-ipotesi-stravagante.html) teso a stroncare un'infelice uscita mediatica del capogruppo di FI in Regione, il partenopeo Armando Cesaro, mostra anche per iscritto quel cipiglio fiero che ormai è il 'brand' del ministro dell'Interno – e da lui giù per la filiera di partito -, e nasce in replica appunto ad una esternazione dell'azzurro: spopolare le zone sovraffollate della provincia napoletana e popolare le zone spopolate delle aree interne. Come? Trasferendo i campi rom dall'una alle altre parti.

E Ricciardi tuonò, contro questa “idea di risolvere la questione dei rom presenti nell’area metropolitana di Napoli dislocandoli nei meno popolosi comuni del beneventano”.

Leggendo Ottopagine ed Il Mattino, che a loro volta riprendono le parole di Cesaro intervistato da Metropolis, scopriamo che, oltre l'indignazione ovviamente diffusasi al di là de confini provinciali sanniti, “nel virgolettato riportato da Metropolis... il buon Cesaro afferma 'preferiamo metterli (i rom) non nei comuni dove c’è tanta popolazione e che già vivono grosse problematiche, ma magari in Alta Irpinia e nel Cilento, dove c’è più disponibilità ad accoglierli' e ancora, 'con i rom potremmo anche ripopolare quei comuni che soffrono lo spopolamento'”.

Alla lettura, il Sannio pare proprio assente dalle vautazioni demografiche di Cesaro. Magari, però, ci sarà un riferimento ellittico alla nostra provincia, e ciò motiva Ricciardi con le nuove parole d'ordine della nuova Italia per una 'nuova' scuola antropologica, in cui a specifiche categorie umane corrispondono tout court altrettanti – specifici - tratti caratteriali:

L’onorevole Cesaro parte dall’assunto errato che nella provincia di Benevento vi sia una sorta di spazio vuoto disponibile all’accoglienza”: non si comprende se non vi siano spazi vuoti (ma basta guardarsi un po' intorno) o un deficit d'accoglienza (buona la seconda?);

In realtà, come ognuno sa, il beneventano è una provincia collinare e montuosa costellata di piccoli comuni”: abituati alla pianura, evidentemente i rom avrebbero il fiato corto;

Collocare dei gruppi estranei e problematici in piccoli comuni significherebbe porre le premesse per enormi problemi di convivenza e diciamolo pure apertamente di criminalità”: nell'ordine, i rom sono complicati, poco sociali e, su tutto, criminali.

Dunque, una manciata di righe traduce il complesso sistema delle integrazioni in una sintesi rara per comprensione e facilità d'approccio. Parafrasando il celebe blog cittadino, si può essere di Benevento se...nza assomigliare a Ricciardi.