L’ostruzionismo dei raccattapalle giustamente sanzionato: una brutta pagina per il Benevento calcio

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Due ‘tagli’, da 2.000 e 10.000 euro. Più o meno metà dello stipendio annuale di un impiegato. E invece è una multa, quella che in due distinti comunicati ufficiali, dopo le gare al ‘Ciro Vigorito’ contro il Livorno e la Cremonese, il Benevento calcio si è vista comminare, a “titolo di responsabilità oggettiva”, per “avere propri raccattapalle sistematicamente rallentato… la regolare ripresa del gioco”.
Punite una furbata e una riconosciuta mancanza di lealtà. Come ciò si coniughi col messaggio e i valori che lo sport dovrebbe trasmettere rimane un bel mistero. A questo punto insoluto e a quanto pare (non ha commentato le sanzioni) tollerato dal portafoglio presidenziale giallorosso.

Meglio uno sforzo fisico in più per sopperire a uno sbilanciamento tattico che una pietosa melina alla ricerca di un pallone piovuto oltre la linea del campo (che ovviamente non si vorrebbe messa in atto a parti invertite). In genere i raccattapalle sono ragazzi o giovani che amano il calcio, lo praticano, hanno in ‘premio’ l’opportunità di guardare molto da vicino gli esempi che vorrebbero imitare, ne ammirano le gesta da un posto privilegiato per quanto chiamati a osservare uno specifico compito: recuperare la sfera quando questa valica il confine del bordo erboso e metterla nuovamente a disposizione degli atleti.

Si potrà dire che tutto il mondo è paese e che la casistica e gli episodi, anche clamorosi, sono parte della parabola che il calcio racconta nei novanta minuti, ma certo nutrire il proprio immaginario della bella ambizione di essere in campo, a questi o anche più alti livelli, non può essere sin da subito abbinato a un comportamento truffaldino, per quanto minimo. Rispettare le regole del gioco insegna a rispettare quelle della vita. Quindi speriamo che il ritorno a Santa Colomba del Benevento, che domani ospiterà l’Ascoli in una gara come sempre importante nella corsa a un prestigioso traguardo, sia foriero di buoni propositi ed eccellente risultato.

E comunque, considerazioni a parte, almeno si insegni ai raccattapalle di non disporre senza pensiero della disponibilità economica altrui. Come? Facendoli concorrere al pagamento di eventuali multe (a meno che non abbiano agito di testa propria, un’ipotesi a cui non vogliamo credere).