Mastella sarà in campo alle elezioni regionali del 2020: l’ennesimo nuovo che avanza

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Vincenzo De Luca e Clemente Mastella
Vincenzo De Luca e Clemente Mastella

La circostanza del voto provinciale fisicamente espresso dal sindaco di Benevento si è rivelata ghiotta per telecamere, smartphone, microfoni e taccuini: nel momento in cui Mastella dava la sua scontata preferenza a Di Maria, della cui indicazione è stato il grande sponsor, si è lasciato andare confermando quanto già pubblicamente annunciato giorni addietro in sede di presentazione del candidato alla Rocca (“...ho intenzione di intestarmi una battaglia politica a nome delle aree interne della Regione”, riportava Anteprima24).
Ecco che tale battaglia “sarà una delle ragioni per le quali, dopo le elezioni europee, sarò in campo, non so come, alle elezioni regionali”. Le aree interne, quindi, come argomento principe “nell'agenda di quelli che vorranno il mio sostegno o che vorranno sostenere o accompagnare una mia azione di natura politica, che sarà comunque nella logica dell'intera regione Campania”. Anche perché solo con i ridotti voti delle aree interne non si vince affatto una così complessa elezione...

Comincia sin da ora, dunque, il tormentone per cercare di scoprire fino in fondo le carte dell'uomo di Ceppaloni, che è in permanente campagna elettorale (per sé o conto terzi) dopo il suo ritorno in pista e in auge grazie alla vittoria nelle amministrative beneventane, nel 2016. Ma non si può non riconoscere che con Mastella è difficile annoiarsi. Pertanto, che si ricomincia.
Si candiderà per diventare Governatore? Darà un sostegno esterno? Formerà una sua piccola truppa d'assalto al palazzo S. Lucia con tanto di simbolo autonomo? O vorrà essere un semplice candidato consigliere per sfilare la poltrona dalle terga di Mortaruolo? Manterrà fede alla sua promessa di rimanere a fare il sindaco a Benevento per l'intero mandato?
Insomma, proprio come già accaduto nel corso dei mesi che hanno preceduto la tornata elettorale di marzo 2018, elezioni politiche che comunque lo hanno visto in campo e con successo, contribuendo a spedire la moglie Sandra Lonardo a palazzo Madama, nonostante l'insuccesso del partito dove è ritornato una volta seppellita l'idea dell'orticello personale stile Udeur (che avrebbe avuto poco o nulla capacità d'attrazione e soprattutto contrattazione).

Il politico non a caso è di lungo corso ed è tessitore di se stesso: c'è modo, con una semplice esternazione catturata dinanzi all'urna, di costruire una sicura ribalta mediatica almeno fino al 2020, acquisendo centralità in un dibattito che valichi i confini del Sannio, (ri)scoperti – nella povertà dell'”Osso” - come leva per assurgere a strenuo difensore di una identità relegata ai margini dell'azione di governo oggi di De Luca. L'ennesimo nuovo che avanza.