Brucia lo Stir di Santa Maria Capua Vetere. Ruggiero: una regia criminale

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Scrive il consigliere provinciale Giuseppe Ruggiero: "L’incendio dell’impianto di trattamento rifiuti di S.Maria Capua Vetere potrebbe mettere in ginocchio il ciclo dei rifiuti in diverse zone del Sannio. Infatti, dopo la chiusura dello STIR di Casalduni, molti Comuni avevano trovato nell’impianto di Santa Maria Capua Vetere un’alternativa tampone per non bloccare la raccolta. Dopo gli incidenti di Marcianise, Bellona, Caivano, Pastorino e Casalduni, è evidente la regia criminale che c’è dietro ad una strategia che ha l’unico scopo di far saltare la catena del riciclo e dello smaltimento. Oltre a comprendere la reale natura di quanto è successo non è più procrastinabile una seria discussione sull’organizzazione di un comparto che attualmente vede la presenza di un Ente non più legittimato a questa attività, quale la Provincia, di un Ambito Ottimale dei Rifiuti che dovrebbe invece prendere in gestione l’intero ciclo, e di una società quale là Samte che vive in una difficile crisi finanziaria non solo per il mancato versamento di quanto dovuto da parte di molti comuni, in primiss quello di Benevento, ma soprattutto per il fermo dello STIR di Casalduni dopo gli eventi, chiaramente dolosi, di agosto.

La stessa Provincia quotidianamente deve fare i conti con l’impossibilità di avviare importanti interventi nel campo ambientale considerato che diversi Comuni, nonostante abbiano incassato dai cittadini la Tefa sui rifiuti, non l’abbiano poi successivamente versata all’Ente Provincia, fra cui lo stesso Comune di Santa Croce del Sannio, amministrato dal neo Presidente della Provincia e che nonostante un’avviso di accertamento per gli anni fra il 2000/2001 e il 2005/2016, risulta ancora moroso per circa sessanta mila euro. Dopo il dissequestro ottenuto dall’ex Presidente Ricci c’è la necessità di rimettere vevolcemente in funzione lo STIR di Casalduni e far avviare le attività dell’Ambito Territoriale Ottimale, il cui neo Presidente Iacovella, sindaco di Casalduni, deve decidere se fare la parte del Sindaco che vuole la chiusura dello STIR, posizione sostenuta per anni, oppure esercitare le sue funzioni di Presidente che certamente prevedono l’ammodernamento della struttura e la messa a regime delle attività. Non sono tollerabili incertezze su un comparto che può mettere in difficoltà tutto il Sannio se nei prossimi mesi non ci saranno decisioni chiare, inequivocabili ma soprattutto lontane da logiche partitiche. Se la Regione Campania si è fatta carico dei costi per lo smaltimento dei rifiuti combusti, che altrimenti sarebbero ricaduti totalmente sulla tariffa, la Provincia dovrà e può farsi carico delle somme necessarie per riavviare le attività al netto di quanto la Samte saprà ricavare dalla polizza assicurativa".