L’importanza delle gare per l’affidamento dei servizi pubblici e la segnalazione dell’Anac

- Opinioni di Pompeo Nuzzolo

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha inviato al Parlamento e al Governo una segnalazione sul variegato settore dei concessionari dei servizi pubblici, a seguito di un’indagine effettuata con una rilevazione di dati richiesti agli stessi concessionari e delle consultazioni con le categorie di soggetti interessati ai servizi pubblici erogati. La relazione approvata, con la delibera n. 4 del 17 ottobre 2018, è interessante per la descrizione delle criticità rilevate, sia per quelle inerenti la gestione dei servizi da parte dei concessionari, comprese le società partecipate, sia per la rilevata leggerezza con la quale viene svolto il controllo da parte dei concedenti, cioè, degli enti pubblici che concedono il servizio.

Mi soffermerò solo sulla parte della relazione che riguarda gli affidamenti dei servizi pubblici, per i quali la relazione elabora una riflessione specifica; nonostante il codice degli appalti preveda la gara pubblica, essi vengono, in modo prevalente, affidati e prorogati in modo improprio da parte degli enti. La riforma dei servizi pubblici, non avendo liberalizzato, ma soltanto privatizzato le gestioni, ha affidato alle gare, da espletarsi attraverso l’evidenza pubblica, la concorrenza, tipica di una economia liberale, per la formazione del prezzo del servizio e quindi delle tariffe dei servizi pubblici. È per questo che, per evitare il crearsi di rendite di posizione, il legislatore ha previsto che “i titolari di concessioni di lavori, servizi o forniture non affidate con la formula della finanza di progetto, ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica, sono obbligati a esternalizzare l'80% dei nuovi contratti, residuando la possibilità di eseguire direttamente solo il 20% delle prestazioni in favore di imprese controllate e/o collegate (aliquote sostituite/attenuate dal decreto legislativo correttivo del Codice rispettivamente con il 60% e il 40% per i soli concessionari autostradali).” .

E’ sempre per lo stesso motivo, inoltre, che non sono consentiti la proroga (se non per motivi tecnici) e l’affidamento diretto. Il legislatore, sempre per garantire un minimo di concorrenza, ha disposto che gli enti pubblici non possono acquisire partecipazioni in società e che, nel caso lo facciano, essi sono tenuti ad inviare gli atti di acquisizione di partecipazione alla Corte dei Conti e alla Consob.

Nella citata indagine, l’Anac rilevato che in questi anni, nonostante le normative emanate, non sono stati pubblicati bandi di gara per nuovi o scaduti affidamenti. L’Autorità, avendo rilevato, nella tabella 3,” la presenza sul territorio nazionale di un numero di Concessionari (Gestori) relativamente contenuto che realizza il servizio per un numero elevato di enti locali (piccoli e medi)” ha adombrato che si sia determinata “ una sorta di dumping e, quindi, il rovesciamento delle norme sulla concorrenza, laddove pochi gruppi di grandi dimensioni risultano concessionari in assenza di una procedura di gara, determinando alcuni monopoli di fatto”.

Personalmente, penso che l’Anac, prudentemente, non avendo fatto una indagine sui ricorsi al Tar presentati dalle imprese interessate agli affidamenti privi di gare (la mancanza di gara può essere impugnata dalle imprese interessate a partecipare all’aggiudicazione delle concessioni), non abbia approfondito il tema del perché non siano presenti lamentele, i
n sede giudiziaria o amministrativa, provenienti da operatori del settore , esclusi dalla partecipazione all’assegnazione della gestione del servizio per assenza di bandi.
L’Anac, comunque, vede nell’assenza di gare la causa di maggiori costi e, aggiungerei, di inefficienze imprenditoriali per assenza di competizione.

La proroga, a mio avviso, sembra produrre maggiori guasti al sistema dei servizi. La proroga, utilizzabile solo per motivi tecnici (la gara, come afferma l’Anac, dovrebbe essere bandita almeno un anno prima della scadenza contrattuale), essendo per sua natura provvisoria, sfavorisce e impedisce gli investimenti di lunga durata. E sappiamo tutti che gli investimenti funzionano da moltiplicatore del PIL e quindi della crescita economica, per cui la proroga, per la sua non corretta applicazione, diviene di fatto un ostacolo alla crescita economica.

Ho sempre sostenuto l’importanza delle gare per l’affidamento dei servizi pubblici che, alla luce del documento dell’Anac, mi appare come indispensabile nel settore dei servizi pubblici che operano per lo più in un regime di monopolio naturale. A questo punto mi pare inutile ribadire quanto sia necessaria la regolamentazione di questo tipo di mercato a tutela della concorrenza e degli utenti.