Le lunghe indagini sulla morte della piccola Maria concluse con una richiesta di archiviazione

- Cronaca IlVaglio.it
Il Tribunale di Benevento
Il Tribunale di Benevento

La notizia l'ha diffusa subito Ottopagine, dando conto all'opinione pubblica degli (ultimi?) sviluppi di una drammatica vicenda umana trasportata, finora invano, tra le mura di un'aula di tribunale: è stata la stessa Procura della Repubblica di Benevento a chiedere che sia archiviata l'inchiesta nei confronti dei due fratelli Ciocan (Daniel e Cristina) inizialmente dai magistrati inquirenti ritenuti coinvolti nella morte di Maria Ungureanu, la bambina (9 anni) trovata annegata nella piscina di un casale di San Salvatore Telesino. Era il 19 giugno 2016.

Il 7 novembre 2018, invece, è venuto fuori che chi ha indagato avrebbe valutato l'infondatezza della notizia di reato: evidentemente gli elementi raccolti a sostenere l'accusa in giudizio non sono stati ritenuti probanti, di qui l'archiviazione richiesta al Gip. Le indagini condotte dunque hanno portato a niente.

C'è qualche certezza, però, che riporta il calendario indietro al mese di marzo 2018, quando la locale Procura ha chiesto e ottenuto sei mesi di proroga delle indagini, per espletare ulteriori attività, dopo che la iniziale richiesta di arresto per i fratelli di cui sopra aveva subito tre dinieghi: Gip, Tribunale del Riesame, Cassazione. Richiesta di proroga che spostava l'asticella dell'inchiesta a oltre due anni dall'accaduto, “un tempo – abbiamo scritto il 15 marzo sul Vaglio.it - che potrebbe essere percepito... come l'anticamera dell'oblio anche mediatico; un preludio all'impossibilità di dare un nome al oppure ai responsabili, un cadere vano dei fogli del calendario fino a che si completi l'arco temporale massimo previsto dalla legge. Circostanze per le quali non ci si troverebbe dinanzi a una novità, in via De Caro”. Poi è arrivato il 7 novembre 2018.