Il mio amico Mario che compie 50 anni...

- L'Erba Vaglio di Carlo Panella
Viale Mellusi in un'immagine storica
Viale Mellusi in un'immagine storica

Il mio amico Mario oggi compie cinquant'anni. L'ho conosciuto quando ne aveva solo tre, ma nel frattempo non è cambiato molto. E' stato tra i primi a venire al mondo in quel 1964, anno che ha registrato il maggior numero di nascite in Italia. In pieno boom economico. Quando indubitabilmente c'era il futuro da immaginare e costruire, per tantissimi. Oggi, addirittura, si scrive, senza specificare che è un paradosso, che i giovani il futuro non l'hanno affatto o che molti, ormai ex giovani, l'hanno alle spalle.

Il mio amico Mario ha giocato nel campetto sul Viale Mellusi dove oggi c'è il palazzo con sotto una sede del Banco di Napoli. Scavalcando abbordabili separazioni, con tanti altri bambini ha sconfinato alla ricerca di lucertole e imprese nel campo retrostante detto dei preti, tra alta erba e coltivazioni. Là dove oggi c'è la caserma dei carabinieri, là dove c'è ora una gigantesca spianata d'asfalto fatta per l'apertura di una scuola allievi carabinieri che ha appena chiuso definitivamente i battenti.

Il mio amico Mario fin da fanciullo ha mostrato un carattere forte, mai domo rispetto a chi era, per età o altezza, più grande di lui. Alle sue convinzioni e posizioni non è venuto meno anche prendendo botte e se l'è portata avanti così, quella sua testa dura, negli anni, seminando, pagando quando ha dovuto pagare, errori o sfortune, ma sempre raccogliendo e rimettendosi in piedi. Con il sorriso sulle labbra, da bambino e tuttora.

Il mio amico Mario ha voluto fare l'Itis in Viale San Lorenzo e poi è diventato ingegnere. Ha fatto il fuorisede a Napoli, studiando con profitto, ma pure divertendosi e raccontando a noi amici alcune sue gesta, numericamente impressionanti...

Il mio amico Mario, pur con la sua vita sconvolta dagli eventi intanto sopravvenuti, è potuto rimanere disoccupato dopo la laurea - grazie alle esclusive sue qualità- solo per 3 o 4 settimane. E' così subito partito da Benevento, ha messo immediatamente su famiglia, rimanendo, nell'improvvisa accelerazione avvenuta, fedele a se stesso, ai suoi principi e alle sue convinzioni, avendone e di radicati.

Il mio amico Mario, proprio per questi suoi principi e convinzioni, non ha esitato poi a lasciare posti di lavoro importanti e ben remunerati, in Campania e no, ma non in linea con la sua etica. Ne ha cercati altri e ne ha trovati. E' tornato a Benevento, anche qui ha visto cose che non gli quadravano e ha cambiato tanto. E poi è ripartito, dopo un'esperienza in un'azienda di servizi: "Io debbo lavorare dove si produce, Carlo, non posso vivere altrimenti". Ora è ancora nella vicina provincia per la quale era già partito. Pronto e indomito per un nuovo inizio lavorativo e personale: in Africa, nel Congo.

Il mio amico Mario, più giovane di me, è un figlio della mia generazione, un bambino della Benevento anni '60, un ragazzo nei '70, uno studente negli '80, e quindi un uomo, un ingegnere dalle tante esperienze professionali, ma dall'intatta moralità e per ciò con la valigia sempre pronta: una persona perbene.

Il mio amico Mario, pure gioviale e acclamato protagonista, con voce stentorea, alla fine di ogni rimpatriata tra amici, ha contemporaneamente vissuto con molto coinvolgimento la vita civica e soprattutto politica.

Il mio amico Mario ha votato comunista prima, poi Pds, Ds e Pd e non solo, ma alla vigilia di ogni campagna elettorale s'è impegnato in interminabili discussioni con gli altri amici e amiche che via via non hanno voluto votare più. Sempre con più difficoltà per i minori argomenti che quei partiti negli anni gli lasciavano disponibili, ma tetragono, s'è battuto fino alle Politiche del 2013.

Il mio amico Mario che oggi compie cinquant'anni, dopo che il Pd, preso ancora il suo voto l'ha usato per riportare al governo Berlusconi, ha alzato bandiera bianca e ha deciso di non votare più. Perlomeno questo dice, oggi...Il mio amico Mario non ha più rappresentanza politica, lui di sinistra nei principi, nei pensieri e nelle parole, ma soprattutto nelle azioni e nelle opere: accogliente e solidale, generoso e disponibile, amatissimo dagli operai nelle aziende dove da ingegnere ha lavorato (tra quei lavoratori del braccio in cui Enzo Jannacci, anni prima, ha individuato il Mario, protagonista della sua triste e dolce canzone, ).

Al mio amico Mario si legge l'amarezza della sconfitta politica negli occhi. Ostinato com'è, come persona ha retto ai molti urti ricevuti dalla vita ma, come cittadino e convintissimo elettore, dopo essersi battuto come un leone, ha dovuto, proprio avvicinandosi questo importante compleanno, dire basta. E quanti come lui, di ogni età, si trovano nella stessa condizione...

A Mario, di cui sono fiero amico, nel giorno del suo 50° genetliaco, faccio i miei auguri d'ogni bene (e gli aggiungo una meno triste e molto significativa canzone in cui il suo nome pure si evoca, Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano, ), con la speranza che, fin quando ci saranno persone come lui, fin quando ci saranno questi interpreti in azione, quel libro politico per cui lui e tanti si sono spesi non potrà rimanere chiuso a lungo. Del resto il cittadino Mario, altro non vuole che, decentemente, poter tornare a votare.