A Mastella conviene tacere sulla polemica tra Franzese e Ambrosone, esponenti della sua maggioranza

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Luigi Ambrosone
Luigi Ambrosone

E' pur vero che ormai l'assuefazione fa parte del costume politico, ma le recenti considerazioni espresse dal consigliere comunale Mimmo Franzese, in maggioranza a palazzo Mosti (I Moderati (leggi), hanno in sé la carica dirompente della rottura e dello sbugiardamento tale da lasciare... del tutto indifferente opinione pubblica e classe politica cittadina. Hanno suscitato un dibattito sulla concretezza di alcune esternazioni, ritenute improvvide, dell'assessore comunale alle attività produttive Luigi Ambrosone: dalla calendarizzazione dei mercatini alla pista di pattinaggio in piazza Roma, per giungere alle “dichiarazioni anche mediatiche equivoche” con le quali l'assessore in questione pensa “di sostituirsi all'ufficio di collocamento, come nel caso dell'apertura di H&M”; la sferzata di Franzese, ma sarebbe propria dell'intera Commissione consiliare, suona come una sostanziale sfiducia dei peones (i consiglieri comunali) nei confronti di un'amministrazione sindacocentrica adusa, in tutta evidenza, a considerare superfluo il peso del dissenso, anche interno (peraltro ritorniamo a breve distanza di tempo sul medesimo tema: leggi).

Nel ritenere la valenza di protesta di Franzese paradossalmente più incisiva (ancorché inutile) degli atteggiamenti dell'opposizione di ruolo (centrosinistra e grillini) ma non di fatto, la risposta di Ambrosone (leggi) la depotenzia a imbizzarrimento, normalizzandola - a fatica - nella fisiologia del confronto politico tutto interno.

Porte aperte, dunque, a un mero sfogatoio gravido di nessuna conseguenza ma, nonostante tutto, il conflitto fra un presidente di Commissione consiliare e un assessore comunale non reca beneficio ad alcuno dei protagonisti nel suo sviluppo così inelegante (...). E l'esperto sindaco tace anch'egli, forse per evitare che le attenzioni sulla inadeguatezza dei suoi sodali favoriscano una reale presa di coscienza distogliendo gli amministrati dalla bolla governativa soffiata a giugno 2016.