Le gravi offese del M5S ai giornalisti e il silenzio delle parlamentari sannite

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Sabrina Ricciardi e Danila De Lucia
Sabrina Ricciardi e Danila De Lucia

E’ necessario che la stampa possa sentirsi libera di denunciare, perché la gente deve sapere, e solo se sa, può effettuare delle scelte libere”. E' quasi una sorta d'obbligo morale ripartire da queste considerazioni all'indomani della sentenza che ha mandato assolta la sindaca di Roma e delle reazioni, a mo' di commento, di alcuni esponenti di spicco del MoVimento 5 Stelle. Letti da tutti e che non è necessario citare se non per l'aspetto un po' discriminatorio e un po' sessista che si è inteso addirittura 'privilegiare' con qualche appellativo molto offensivo (“sciacalli”, “puttane”...)

La stampa che racconta - e che giocoforza segue e non precede il fatto giudiziario – ritorna, dunque, al centro del mirino di alcuni dei protagonisti dell'attuale stagione della politica. Ma, meno male, un argine e un conforto vengono appunto da quanto ricordato in avvio, parte di un intervento che muove da presupposti diversi (leggi) ma converge verso una verità 'universale': “La libertà garantisce il nostro libero arbitrio. Non dimentichiamolo mai”.

E' quanto ha scritto in un post su Facebook, agli albori della notte del 2 novembre, la senatrice sannita Sabrina Ricciardi (MoVimento 5 Stelle), cogliendo appieno il senso di un lavoro difficile e per questo spesso esecrato. La quale senatrice, giusto un paio di settimane dopo e una sequela di giudizi poco misurati (…) sul lavoro degli operatori dell'informazione, fa (per ora) mancare il suo apporto alla materia, nonostante professi che “non a caso ho fortemente voluto essere co-firmataria di un testo di legge a tutela della libertà di stampa”. Un silenzio (per ora) che l'accomuna (per ora) all'altra rappresentante sannita a palazzo Madama, Danila De Lucia (MoVimento 5 Stelle). La cui scheda anagrafica sul sito del Senato della Repubblica reca alla voce 'professione' quella di 'giornalista', medesima categoria oggetto degli apprezzamenti diffusi in assoluta libertà – e a quanto pare insindacabilità - da uomini di potere, del potere.