“Benevento merita molto di più del presepe di Dalisi”: disse Mastella. Ora lo si riscopre (e si chiede ai beneventani dove piazzarlo)

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Talvolta una semplice e tranquilla comunicazione istituzionale (leggi), racchiude nello scrigno di poche righe qualcosa di inaspettatamente prezioso. Favorisce la (ri)scoperta. Socializza di nuovo quel che si riteneva ormai perduto. Esalta un lavoro di scavo che solo ai disattenti cronici non appare tale. Ammonisce il colpevole oblio e insegna il valore della memoria. Grazie a una nota stampa di palazzo Mosti i beneventani, nel tardo pomeriggio del 13 novembre 2018, hanno così potuto riconnettere la realtà quotidiana con il racconto mitologico.

La Fondazione Benevento Città Spettacolo e il Presepe del maestro Riccardo Dalisi non sono luoghi fiabeschi ma l'espressione troppo a lungo soffocata della creatività politica, miseramente nascosta al godimento dei più dall'assenza di iniziative e da un contenzioso giudiziario. Oggi, invece, rifulgono di nuovo, con la prima che si fa artefice della (ri)collocazione del secondo, dopo lo sfortunato debutto di tanti anni fa, l'azione della magistratura, il contenzioso con la città di Nola uscita fuori come un giglio alla fine. Giova ricordare, ancora, che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città Spettacolo, nominato a settembre del 2016, ben di rado ha inteso dare in pasto alla stampa gli esiti delle sue eventuali riunioni.

Questa volta ha fatto un'eccezione alla regola del silenzio-assenza. E' naturale, comunque, che questo tenersi lontani dai riflettori, quest'operare schivo e talora impalpabile, fa sì che non ci si ricordi neppure dei nomi dei componenti il piccolo organismo. E non appare giusto – pertanto - rompere l'armonia raggiunta da un siffatto equilibrio tra la modestia e lo stacanovismo. Anche per non creare inferiority complex minando l'autostima dei normali esseri umani. Peraltro questi ultimi saranno chiamati a esprimersi, attraverso un sondaggio on line, sul sito in cui collocare a Benevento, in via definitiva, l'opera, perché mai sia detto che la Fondazione adotti una misura (è certamente accaduta la stessa cosa in passato) senza il preventivo via libera della 'base'.

Infine, merita d'essere sottolineato lo strisciante moto d'opposizione che promana da ciò che il CdA ha deciso di porre in essere, una forma di resistenza civile e morale verso chi evocava la “visione anacronistica ed elitaria che rovinò l’immagine della città”. (Ovvero, “Benevento merita molto di più del presepe di Dalisi”: Clemente Mastella su Ottopagine, campagna elettorale, giugno 2016).