Testamento biologico (DAT): terminata solo la lunga prima tappa. Il già grave ritardo è ancora da colmare

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Il conto alla rovescia può finalmente cominciare. E' probabile, infatti, che anche a Benevento possa trovare 'ospitalità' il Registro delle Dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (DAT) previsto dalla Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (“Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”), così come peraltro già accaduto in alcuni comuni della provincia (Castelpoto, Amorosi, Airola, Dugenta, San Giorgio del Sannio, ad esempio). La Commissione Affari Istituzionali del Comune di Benevento, infatti, nella seduta del 14 novembre, ha apposto la parola 'fine' in calce al laborioso elaborato (per una pur minima cronologia della... tempistica, è possibile leggere questo articolo del Vaglio.it), rilasciando “parere favorevole per la discussione in Consiglio comunale”.

Il lavoro preparatorio, in pratica sollecitato sin dal 19 gennaio, cioè da quando il tema è stato portato all'attenzione della politica di palazzo Mosti attraverso i grillini Farese e Nicola Sguera, si è faticosamente fatto strada nelle commissioni consiliari, tra parole da aggiungere, definizioni da limare, codici fiscali da inserire, eccetera, con la sola LIDU – all'esterno – a chiedere lumi . E' ipotizzabile che una gestazione così oltre misura abbia partorito un documento inoppugnabile su una materia piuttosto 'scivolosa', non certo per la dignità dei suoi contenuti, quanto per le eventuali implicazioni etiche (o meglio: confessionali) che potrebbero attraversare la platea dei consiglieri, anche se una garanzia dovrebbe rivelarsi il voto unanime con cui si sono espresse le varie anime della commissione.

E' altrettanto chiaro che il cammino percorso non sia stato affatto completato; il calendario dimostrerà quanto davvero tale Regolamento sia da considerare non solo l'adeguamento a una norma dello Stato ma anche il banco di prova di una politica chiamata a esprimersi su un tema poco elettorale e molto civile. Ovvero, il numero dei foglietti che cadranno fino alla data di convocazione della seduta di Consiglio in cui discuterlo (e approvarlo). Ovvero, il desiderio degli eletti e dell'amministrazione che governa la città di porre rimedio a un ritardo già ingiustificabile.