Il futuro dei lavoratori della Samte e il fumo dei caminetti mastelliani

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Antonio Di Maria e Clemente Mastella
Antonio Di Maria e Clemente Mastella

Immaginate di essere uno dei 54 addetti della Samte (Sannio Ambiente e Territorio srl), la società interamente partecipata dalla Provincia di Benevento ammessa al concordato in continuità - come dire, segno non proprio di ottima salute in precedenza. Immaginate di essere uno di quelli per i quali gli organi di informazione, all'indomani – per esempio – dell'incendio dello Stir di Casalduni, si sono posti il quesito: “Quale futuro può essere assicurato ai 54 dipendenti Samte”? Immaginate di essere uno dei lavoratori oggetto, in conseguenza delle disastrose fiamme, del cosiddetto contratto di solidarietà, ovvero di uno stipendio decurtato.

Immaginate tutto questo (è difficile per chi non lo vive, ma almeno si può tentare) e poi leggete con la velocità del caso dovuto alla stringatezza del testo la nota stampa (http://ilvaglio.it/article/8250/ciclo-rifiuti-nuovo-incontro-mastella-di-maria-fine-della-samte-e-nuova-societa.html) licenziata dal duo Mastella-Di Maria, di vertice nei due maggiori enti locali (Comune-Provincia). Dove si parlerà della “fine della Samte” e della futura nascita (?) di una nuova società.

Insomma, avrete almeno un ulteriore deficit di tranquillità rispetto all’attuale situazione. Apprendendo della inveterata abitudine di far politica attraverso e dinanzi a caminetti, stavolta ceppalonesi. Di farsi risolutori, nel corso di un incontro chissà se condito da cappuccino e cornetto o mandorle e martini o tè e biscottini. Di decidere nell'autonomia e nella triste solitudine del potere di chiudere “definitivamente con l'organizzazione strutturale precedente” e farsi motore – chi non lo desidererebbe? - “di un ciclo virtuoso”, nel sistema dei rifiuti, attraverso la sinergia Comune-Provincia. Ovvero, la pietra filosofale della monnezza, da anni sfuggita alla ricerca di tanti e ora comparsa nelle ceneri dei ceppi consumatisi in una uggiosa domenica di novembre, in una villa del Medio Calore.

Nell'iceberg del 'non detto' posto sotto il livello della pubblicità data all'incontro fra sindaco e presidente è però custodito il segreto delle modalità del fare. Dunque affiora, per adesso, la parte di minor ingombro e maggiore impatto, proprio come una qualunque comunicazione grillina, per dire che il mondo è proprio paese per certa politica.