Umilianti giudizi di Mastella sui consiglieri comunali di Benevento che silenziosamente subiscono

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Ineffabile, immarcescibile: eccolo il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, rispondere al giornalista. Concetto Vecchio (leggi: https://www.repubblica.it/politica/2018/11/24/news/mastella_tra_di_maio_e_salvini_l_amore_sta_svanendo_la_lega_sta_scalando_il_sud-212523670/ ). Eccolo, o meglio rieccolo: Le manca il Parlamento? “Ma no, c’è un livello così basso. Ovunque, sa. L’altro giorno è venuto da me il capogruppo di una lista che mi aveva sostenuto nella corsa a sindaco. Si lamentava della qualità dei consiglieri. “Con chi ho a che fare”, ripeteva. Gli ho detto: “E pensa che io, che ho trattato con Moro, Fanfani e De Mita, mo’ c’ho a che fare con te”.

Il sillogismo è semplicissimo perché l'italiano stavolta ha una univoca interpretazione: se un capogruppo censura la scarsa qualità dei consiglieri e il sindaco quella del capogruppo censore, il sindaco censura tutti i consiglieri.

Eccolo dunque, l'uomo di Ceppaloni, che non è stato costretto ma ha liberamente scelto di concorrere alla carica di sindaco della città di Benevento secondo i metodi della democrazia. Ecco, pertanto, quello che pensa - d'altronde lo ha dichiarato a chiare lettere – di Giovanni Quarantiello, Vincenzo Lauro, Luca Paglia, Patrizia Callaro, Adriano Reale, Annalisa Tomaciello, Maria Grazia Chiusolo, Renato Parente, Annarita Russo, Giuliana Saginario, Angelo Feleppa. Giovanni Russo, Antonio Capuano, Luigi Scarinzi, Vincenzo Sguera, Romilda Lombardi, Giovanni Zanone, Raffaele Del Vecchio, Francesco De Pierro, Marialetizia Varricchio, Floriana Fioretti, Marianna Farese, Anna Maria Mollica, Italo Di Dio, Cosimo Lepore, Marcellino Aversano, Giuseppa Pedà, Delia Delli Carri, Antonio Puzio, Domenico Franzese, Angela Russo. E ancora gli assessori già consiglieri: Mario Pasquariello, Anna Orlando, Rossella Del Prete, Luigi Ambrosone, Oberdan Picucci, Luigi De Nigris, Antonio Reale (Salvi, forse, solo gli assessori prima non consiglieri: Maria Carmela Serluca, Felicita Decogliano, Rossella Del Prete). E infine, per logica estensione, di quegli elettori che hanno affidato, a tali nomi, la delega a rappresentarli nella massima istituzione democratica della città.

Ma, scusate: se è pesce così fuor d'acqua nel modesto livello della qualità politica beneventana, perché Mastella ancora non decide un ritiro dalla vita pubblica rifugiandosi nella rinnovata vivacità familiare del riscoprirsi, nella bella stagione della sua intimità familiare, un 'nonno'? Non c'è alcun bisogno di rispondere.

Quel che il Paese è diventato oggi col grilloleghismo di governo è frutto non solo della distorsione tecnologica attuale e degli istinti fasciorazzisti genetici e mai sopiti, ma anche della incapacità a interpretare il ruolo ricoperto rapportandolo al bene pubblico, ovvero dimostrarsi consapevoli di rappresentare un tempo ormai svanito e ragionare nell'ottica più ampia del rinnovamento e del... pensionamento.

Piuttosto, sarebbe lecito attendersi un sussulto di dignità dai rappresentanti del popolo sopra nominati e messi alla berlina, fosse anche una confutazione di routine utile almeno a salvare la faccia. E' più facile, invece, prevedere sacche di assordante silenzio, utili a corroborare il giudizio di inadeguatezza che travalica la considerazione del sindaco Mastella ed è patrimonio comune di una opinione pubblica non accecata dall'astrattezza.