Mortaruolo si schiera nel poco appassionante dibattito congressuale del PD

- Opinioni di Giovanni Festa
Erasmo Mortaruolo
Erasmo Mortaruolo

Il dibattito interno al Pd ovviamente interessa il solo Pd, eppure una volta quando s'andava a discutere di leadership e si correva per le cariche importanti (il Segretario...) e si annunciavano primarie e gazebo l'interesse della politica nazionale (e dei territori) non era di routine come accade oggi. Segno dei tempi che hanno relegato in un ordine di posti lontano dalle prime file l'ex partito di sintesi delle diverse sensibilità che hanno contribuito a costruire la Storia del Paese nel dopoguerra. Ciononostante, nel tentativo di rianimare le masse, qualche coraggioso spunto c'è, almeno in chiave locale.

S'apprende, con un pizzico di ansia, che “Mortaruolo ha deciso di impegnarsi per Minniti”, predecessore di Salvini agli Interni, coi governi Renzi-Gentiloni. Lo rivela, e viene reso pubblico attraverso una nota, il vicepresidente della Camera dei Deputati, Rosato. Lontano dalla realtà locale e magari poco conoscitore delle ultime e penultime vicende elettorali (chissà, magari simili alle sue), inghiottite come un rospo senza che alcun segno di fastidiosa autocritica promanasse dal gruppo dirigente sannita, del quale ovviamente il consigliere regionale Erasmo Mortaruolo è parte non secondaria. Così come è parte anche nella commedia degli equivoci di palazzo Santa Lucia, che oppone il Sannio a De Luca sempre fino a un certo punto, purché poi questo non sia un punto di rottura: non è dato sapere, infatti, come evolveranno le cose fino al 2020 del ritorno al voto...

La periferia sannita, dunque, marca ancora il territorio con una politica di chiaro stampo (perdente), e d'altronde proprio Rosato, nell'elogiarne il percorso dalla gavetta, ricostruisce l'ascesa di Mortaruolo (“prima nella Dc, poi nel Ppi, nella Margherita e infine nel Pd...”) la quale, guarda caso (ma anche no) riproduce la progressiva e plastica affermazione del centrismo imperante nel partito sannita. Dove è stata dapprima marginalizzata, poi emarginata, infine bandita qualsiasi opzione che guardasse a sinistra, nel solco autoreferenziale e del primato di pochi del tutto distanti dalle categorie sociali che, con più idee e vigore intellettuale, avrebbero dovuto rappresentare.