PD verso il congresso, tra le precoci scelte finite male e la stagnante prudenza nello schierarsi

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Erasmo Mortaruolo e Umberto Del Basso De Caro
Erasmo Mortaruolo e Umberto Del Basso De Caro

E adesso? Occorre riposizionarsi, quantomeno. L’effetto a cascata del ritiro di Marco Minniti dalla corsa per la segreteria del Partito Democratico ha qualche riflesso pure nel Sannio. Dove l’endorsement più rappresentativo in favore dell’ex Ministro dell’Interno è venuto dal consigliere regionale Erasmo Mortaruolo. Aveva dichiarato il vicepresidente ‘dem ‘della Camera dei Deputati Ettore Rosato: “Sono contento che il mio amico Mortaruolo sosterrà Minniti al congresso nazionale. Con lui organizzeremo una squadra forte per il Pd del Sannio”. Al congresso, intanto: quindi valicando, nel testo, l’esito delle Primarie fissate in avvio del prossimo anno, dove evidentemente nessuno dei candidati avrebbe potuto raggiungere la maggioranza assoluta delle preferenze nell’urna di partito. Al congresso, allora: dove la composizione della platea e la forza delle correnti avrebbe potuto anche sovvertire l’ordine d’arrivo delle Primarie stesse.

Interessa poco, ormai: dopo le tante reti subite il partito ha messo non senza difficoltà in panchina l’ex segretario Renzi, ma quest’ultimo, secondo alcuni commentatori, sembra deciso a portare via il pallone, lasciando tutti a sgambettare vanamente sul campo. Renzi però smentisce.
Cosa accadrà a Mortaruolo, ora che il ‘suo’ candidato si è chiamato fuori? Può darsi che la prontezza nello svelarsi a favore dell’uno sia sostenuta, certo accettando un (breve) tempo di riflessione per assorbire la botta, da un nuovo svelamento. Ed è anzi cosa auspicabile, perché quel Pd che “nel Sannio deve svilupparsi intorno alla sua figura di giovane amministratore”, per dirla con Rosato, non resti nel dubbio. Anzi, esistendo ancora un elettorato sannita del Partito Democratico cui render conto, è ancora più auspicabile che escano dal fin troppo prudente silenzio i vari Valentino, i Del Basso De Caro, i segretari dei circoli, senza trincerarsi dietro il comodo alibi della macchinosa procedura che condurrà a Primarie e Congresso. Potrebbe rendersi necessaria qualche altra capriola ‘ideologica’, qualche cavallo abbandonato per saltare sulla sella di un altro, ma certamente è necessario possedere senso di responsabilità per affrontare con chiarezza il momento, e svelare le proprie intenzioni: dentro - e con chi, o fuori - e con chi.