Le manovre in corso per sfrattare i centri sociali di Benevento e il ruolo dell'opposizione M5S e PD

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Il centro sociale 'Depistaggio'
Il centro sociale 'Depistaggio'

Per ora è un piccolo fiume carsico, il ventaglio delle conclamate opposizioni alle nuove 'manovre' di dismettere gli spazi autogestiti della città. O meglio: far cessare le pericolose e sovversive attività di Csa Depistaggio e Janara Squat, che sembrano essere i bersagli dell'ultima – in ordine di tempo – riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi a Benevento in Prefettura. Il solco che si vuole tracciare è difeso dall'aratro della circolare del Ministero dell'Interno dello scorso mese di settembre, quella che specifica al meglio alcuni indirizzi operativi in tema di occupazioni abusive, traendo linfa dalla Legge 48/2017 (precedente governo. Ministro dell’Interno Minniti).

Mentre va avanti il cartello di eventi predisposto dalle due associazioni per una ‘resistenza civile’, si registrano le prime posizioni ufficiali (Potere al Popolo, Exit Strategy), con ogni probabilità una sorta di avanguardia, anche perché è probabile si stia affrontando ancora una fase istituzionale ‘esplorativa’ del (presunto) problema, che non è quindi venuto alla luce nel suo dirompente significato di impoverire la città di importanti esperienze di “reti sociali”.

Dunque, ci sarà tempo per gli appelli/manifesto come quelli che hanno riempito le bacheche nel mese di giugno dello scorso anno dinanzi alla manifestata volontà del sindaco Mastella di dare un taglio “all’uso sociale di due strutture comunali” (allora l’Asilo 31 e sempre Depistaggio).

Non resta, pertanto, che armarsi di un po’ di pazienza per ottenere una inquadratura più larga del perimetro di contrasto all’eventualità prospettata. Una pazienza che permetta poi di comprendere quale ruolo intendano ricoprire soprattutto i partiti, e tra questi i maggiori dell’opposizione cittadina.

Con i limiti del caso, ovviamente. Con lo sguardo del Pd, cioè, rivolto oltre il confine del proprio ombelico. Con il M5S locale tutto da scoprire oggi nella sua veste governativa rispetto a quello di ieri (giugno 2017, appunto), che ricordava di avere “nel proprio DNA la tutela ed il supporto a qualunque forma di attivismo civico, pur non condividendo sovente contenuti e forme di tale attivismo, perché, in ogni caso, esso denota la volontà di aggregarsi e di perseguire un bene comune in situazioni spesso di degrado”. Una rappresentazione della realtà, ieri come oggi, da cui è difficile dissentire.