Il Comune senza soldi e il dis-Incanto degli eventi natalizi a Benevento: dalla grandezza alla familiarità

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La terza edizione dell’InCanto di Natale che sta alleviando a Benevento le sofferenze festive della cittadinanza nasce sotto il segno dell’autarchia, almeno stando alle dichiarazioni del suo direttore artistico - l’onnipresente, nelle rassegne mastelliane – Renato Giordano: “I beneventani saranno gli artisti e i protagonisti” di un “Natale in famiglia… che renderà Corso Garibaldi una galleria commerciale a cielo aperto”. A parte l’ultimo assunto, frutto di una visione datata nel tempo e superata dalla critica realtà, è il ‘popolo’ (poteva mai mancare di questi tempi?) che torna a ricoprire il ruolo di protagonista. Soprattutto quando si restringe il brodo delle economie di spesa, fino al punto di transitare anche lessicalmente dal sarà “un grande natale” del 2017 (sempre parole di Giordano) alla più raccolta dimensione appunto ‘familiare’ del mese di dicembre 2018.

Mettendo a confronto le due ultime edizioni, infatti, passiamo da un budget (2017) di 133.000 euro (in origine 148.000, invero, prima delle rinuncia della Camera di Commercio a contribuire) ai 79.000 circa del 2018 (con l’imperioso ritorno della Camera di Commercio: suoi gli alberi al corso Garibaldi, come contributo) e, per esempio, l’addio al gran concerto di Capodanno (un anno fa Arisa) e all’immancabile dj set di Radio Company. Dalla città (2017) che “si rimette in movimento” perché, per dirla con Mastella sindaco, “riaprono banche, ristoranti” ed “InCanto di Natale è una manifestazione che abbiamo voluto anche per spingere all’ottimismo”, alla città (2018) senza alcun “nome di risonanza, neanche per Capodanno” (così sempre il verbo del primo cittadino), per cui “si punterà alla realtà culturale e musicale locale”. Dove, evidentemente, la ricetta per l’ottimismo si riduce anche nella geografia degli eventi, scaricando - ora che si stringe la cinghia - sulla riscoperta autoctona il minor impatto che, l’anno prima, aveva permesso di incassare l’ennesima cambiale nazionalpopolare quanto a gradimento politico.

E in più va segnalata una sostanziale differenza: quando le vacche erano grasse, come per il 2017 e il suo budget d’InCanto, ampio risalto mediatico ebbe il beau geste degli assessori comunali, sintetizzato in delibera (209/2017) con la presa d’atto “della volontà… di voler compartecipare alla realizzazione dell’evento di Natale rinunciando all’indennità di carica del mese di dicembre per euro 5.400. Immolatisi un anno fa sull’altare del sacrificio economico pur di garantire la compiutezza del programma allestito dal direttore artistico, e inghiottita certo giocoforza l’eco legata all’atto munifico, stavolta i cordoni della borsa sono rimasti chiusi. Chissà, magari perché dinanzi a un programma meno appetibile la mossa del taglio dell’entrata accessoria avrebbe sortito effetti meno dirompenti. Meglio pensare ai regali in famiglia.