Il trittico di gare natalizio del Benevento Calcio: fare tanti punti è un obbligo

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Massimo Coda
Massimo Coda

L'abusata metafora del regalo di Natale applicata al calcio (disciplina che affronta le imminenti altrui vacanze mettendo al 'lavoro' i suoi interpreti) nel caso del Benevento vale non solo verso quelli che a prima vista appaiono i naturali destinatari (gli spettatori paganti, i tifosi) ma anche verso se stesso. E verso le sue ambizioni, piuttosto frustrate in rapporto a aspettative di alto profilo sostenute, alla vigilia e pure in corso d'opera, da specifiche dichiarazioni via via andate spegnendosi in una maggiore cautela.

Ecco quindi che il 'dono' di questa settimana di struffoli e torroni piuttosto intensa (tre gare da disputare in otto giorni) consisterebbe nel cogliere l'ennesima occasione riservata da un calendario che prospetta due partite casalinghe, ricche - è vero - di insidie (Crotone) e qualità (Brescia), inframmezzate da una trasferta con il non irresistibile Padova, allo stato penultimo in classifica.

Il trittico peraltro chiuderà il girone di andata, caratterizzato da una sequenza di incontri favorevole sulla carta e disattesa nella pratica, oltretutto preludio al girone di ritorno del campionato che proporrà invece più salite e con maggiore pendenza.

Basta questo dato per comprendere quanto sia indispensabile tesaurizzare questo frangente che si inaugura con l'altra nobile decaduta, il Crotone, delle tre retrocesse dalla serie A quella che sta messa peggio. E che ha già bruciato la sua carta più tipica, ovvero ha provveduto al cambio del manico in panchina. Costume peraltro piuttosto diffuso in categoria (11 su 19 sono gli allenatori rinnovati) - a testimonianza magari di un campionato difficile (o di rose di atleti mal assortite...) - e che ha dispiegato efficacia, però, solo in due conclamati casi (Palermo e Brescia).

In casa giallorossa, invece, è stato il solo Nocerino ad aver rescisso il contratto che lo legava alla società, a non aver mangiato il classico panettone; per il resto, tutti lì, in settimana riuniti anche dinanzi a qualche buon calice, in un buon ristorante, col ritrovarsi di tanti sponsor e una società come al solito ben attenta alla forma. Vorranno ora gli atleti e il tecnico dedicarsi alla sostanza e dedicarla ai tifosi? Lo speriamo.