Il bilancio di fine anno del sindaco Mastella, tra solita propaganda e nuovi sogni di grandezza

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La conferenza stampa di fine anno del sindaco di Benevento Clemente Mastella, occasione per proporre il suo bilancio dell'attività di palazzo Mosti, non ha riservato alcuna sorpresa, prevedibilmente. Verbi al passato, come ratifica del raccolto dopo la semina, e verbi al futuro per obiettivi che, nella certezza dell'enunciazione, già paiono appartenere al passato perché raggiunti. Un pastone di argomenti srotolati a braccio, privi di una messa a fuoco ma ugualmente divenuti flusso per associazioni di pensiero prese sapientemente all'amo dell'occasione offerta dalla piega del discorso. Questo farsi bastare solo il sembiante da parte della sua maggioranza, dell'opposizione, dell'opinione pubblica e del mondo dell'informazione chiamato a raccolta ha permesso all'uomo di Ceppaloni arditi e tollerati passaggi, dalla riscrittura della storia in chiave anti-garibaldina e in favore di un 'controsovranismo' sotto la linea del Volturno all'affermazione convinta e non confutata che in appena due anni e mezzo di governo locale Benevento sia divenuta città 'completa' rispetto alla mezza espressione di un desolante passato da cui ha preso il testimone. Dimentico, Mastella, che la città è sempre stata tale: bella, ricca di storia, fermenti, personalità, talora solo azzoppata dal malgoverno che può però celarsi anche dietro l'insidiosa comunicazione del “fatto!” di prammatica.

Un paio di spunti, però, la conferenza stampa li ha offerti (suggerendo pure i titoli del giorno dopo). Inquinamento ambientale da polveri sottili? Il metodo mastelliano per alleviare il grave problema è spalmato anche sul lungo termine, con la messa a dimora, in un decennio, di almeno 300.000 alberi, evidentemente del tipo cosiddetto mangia-smog (il miglioreva suggerito al sindaco, è l'acero riccio. Ma non va disdegnato il ginkgo biloba...); un’ idea che, alla luce del decoro urbano di cui Benevento si fa vanto, dell'eccellenza nella manutenzione del verde pubblico, della grande fetta di risorse in tal senso poste in bilancio e destinate in fondo al capitolo-salute dei cittadini, rinvia alla genialità amministrativa capitolina dell'impiego di greggi di pecore per tosare l'inguardabile erba dei prati, per tacer delle buche...

Poi, a conferma che ambizione e consapevolezza di sé contribuiscono a fare di Mastella, al pari di altri della generazione da Prima Repubblica, un uomo politico senza tempo, giunge una volta di più la sua dichiarazione d'amore per palazzo Santa Lucia, il desiderio di farsi successore di Vincenzo De Luca in Regione Campania; certo, immaginando di interrompere con un bel po' di anticipo il suo mandato da sindaco (tanto quel che doveva dare e fare in pratica lo ha già messo alle spalle nei soli due anni e mezzo d'amministrazione...) e di proiettarsi su un altro obiettivo, tra i pochi che mancano alla sua collezione di cariche, ma anche al servizio del proprio ego per scacciare il fantasma dell'uscita definitiva di scena.