Benevento di rincorsa per un ruolo da protagonista: col Brescia l'ultimo atto di un altalenante 2018

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Il tecnico del Benevento, Bucchi
Il tecnico del Benevento, Bucchi

Col Crotone il test di gravidanza offensiva è andato più che bene, dopo la paura trisettimanale della sterilità; col Padova fanalino di coda è stata riavviata dopo tre mesi anche la statistica dei successi esterni, al palo appunto dal 25 settembre (vittoria col Cittadella) e pure conservata la verginità difensiva, giunta adesso a 270'; col Brescia che chiude il girone di andata non resterebbe, allora, che ripetersi come in avvio di torneo cadetto, ricalcando la più lunga striscia vincente, di tre gare dopo l'esordio batticuore col Lecce a Santa Colomba.

Questa la nuova, contingente 'mission' del Benevento, comprensibilmente animato dal desiderio del botto di Capodanno in leggero anticipo e del filotto in una settimana che potrebbe consegnarlo, fra alti e bassi non proprio fisiologici della fase d'ascesa del campionato, alla certezza del lotto delle aspiranti al salto di categoria.

Non c'è alcun automatismo, come è ovvio, in questa catena di eventi accaduti o auspicati, in particolare per la qualità dell'avversario lombardo, una delle migliori compagini di una categoria, invero, che sta esprimendo un diffuso equilibrio in alto, tale da non assegnare più, a tavolino, ruoli di predestinati al meglio e comunque non necessariamento sinonimo di maggiore eccellenza quanto, piuttosto, di uno standard livellato (e qui si può scegliere a piacimento, se verso il basso o l'alto).

Dunque, il passaggio dall'anno vecchio – non privo di belle soddisfazioni, dell'amarezza di una retrocessione, di qualche frustrazione cadetta di troppo – al nuovo potrebbe consegnare al Benevento un posto degno della sua caratura, una classifica tale da scacciare o quantomeno allontanare i dubbi della tifoseria, una condizione che appaghi lo sforzo societario – insieme che permetta di guardare alla ripresa dopo la pausa con un ottimismo giustificato, pur nella certezza di un girone di ritorno più complicato. Ma con la consapevolezza di meccanismi ormai rodati e della conoscenza acquisita del torneo e delle sue insidie.