Vacanze romane… Mariti allo sbando sotto tutorial e fine dei Posalaquaglia da evitare nel 2019

- La Botte di Diogene di Anteo Di Napoli
Peppino De Filippo e Totò nel film 'La cambiale'
Peppino De Filippo e Totò nel film 'La cambiale'

Il dicembre che si avvia alla chiusura è stato complesso, caratterizzato da vicende quasi impossibili da pronosticare anche solo poche settimane fa, trovandomi a fronteggiare situazioni che non vivevo ormai da un quarto di secolo. Dopo aver vagheggiato per anni un mio possibile ritorno a Benevento, un incredibile incidente nella sede di lavoro di mia moglie ha fatto sì che nella mia città natale ci sia finita lei, per un “dislocamento” temporaneo, almeno spero…

L’inusitata situazione, particolarmente sofferta nel giorno del primo compleanno in solitudine della mia vita, ha avuto anche altre conseguenze. Ammetto, infatti, che negli oltre vent’anni di vita di coppia, ho fatto notevoli passi indietro rispetto alle poche nozioni di autonomia domestica acquisite negli anni da studente prima e specializzando poi.
Consapevole di tale regressione, mia moglie, sospetto preoccupata più per le sorti della casa che per quelle del marito, mi ha catechizzato minuziosamente prima della partenza. Non fidandosi della mia attenzione (mi auguro solo di quella), ha pensato bene di integrare le lezioni con dei video tutorial! La didattica era incentrata soprattutto su due argomenti: la gestione della caldaia a metano e l’utilizzo della lavatrice in funzione della tipologia di vestiario.

L’allievo ha messo in pratica con molta diligenza gli insegnamenti sulla caldaia, anche perché da studente aveva letto con profitto le “dispense” del mitico padrone di casa, ricordato nel precedente articolo, il quale all’argomento “gas metano”, dedicava pagine e pagine dell’enciclopedico contratto di affitto. Cito a memoria: “Il gas metano è un esplosivo di potenza inimmaginabile che può provocare strage nel raggio di 180 metri”. Non ho mai osato chiedere perché proprio 180 metri, anche perché era un tema sul quale non si poteva ironizzare, come dimostrato dalla sequenza di adesivi che incalzavano l’affittuario dalla cucina fino alla porta: “Ricorda di chiudere il gas ai fornelli e in parete”!

Qualche lezione supplementare mia moglie ha dovuto impartirla via telefono, per qualche difficoltà nell’utilizzo della lavatrice, il mio primo dal XX secolo (1997 per l’esattezza), per un eccesso di detersivo che ha reso necessari numerosi risciacqui e qualche altro piccolo danno collaterale, come l’improvvisa riduzione di taglia di alcune magliette.
Il lettore avrà notato come nessuna indicazione mi sia stata data circa l’utilizzo della lavastoviglie, avendo mia moglie facilmente pronosticato scelte alimentari del sottoscritto che avrebbero comportato un utilizzo minimo delle stoviglie medesime…

Le traversie in questo anomalo dicembre romano non si sono limitate al perimetro domestico, considerata la difficoltà di smaltire i rifiuti, specie per chi, come il sottoscritto, è un sostenitore della prima ora della raccolta differenziata. Il percorso verso il lavoro è una sorta di caccia al tesoro per individuare cassonetti ancora accessibili anche a chi non disponga di un drone. Intendiamoci, si tratta di disagi da non drammatizzare, anche se lo spettacolo offerto dalla Capitale ai turisti non è proprio da cartolina, al più da foto da inviare agli amici via whatsapp, temo con didascalia poco lusinghiera.
Sono convinto, tuttavia, che sia stato il traffico impazzito il ricordo che più abbia turbato visitatori e sventurati residenti, costretti a passare un paio d’ore in macchina per percorrere pochi chilometri (nel mio caso una dozzina) all’uscita dal lavoro: occupazioni stradali da parte dei proprietari di autobus turistici per protesta contro il Comune di Roma che vuole impedirne l’accesso al centro (a mio parere giustamente); blocchi da parte dei noleggiatori con conducente per protestare contro il Governo che li penalizzerebbe rispetto ai tassisti; controblocco dei tassisti nel timore di aperture del Governo verso le ragioni dei noleggiatori con conducente!
Insomma, un tutti contro tutti: pro e contro il Governo, il Comune, viva la Raggi, abbasso la Raggi, Marino dimettiti…

Ho la sensazione che alla cronica conflittualità del Paese, che si riflette inevitabilmente su quella della città che ne è capitale, contribuisca anche la tendenza dell’attuale maggioranza, forse per la natura stessa della coalizione, a promettere tutto a tutti, anche se le promesse potrebbero essere in conflitto.

Poco prima di scrivere questo articolo ho visto in tv il film “La cambiale” del 1959, con un cast di grandi della commedia all’italiana: Gassman, Tognazzi, Vianello, tanto per fare dei nomi, oltre alla divina Sylva Koscina. Nel film recitano anche Totò e Peppino, che interpretano due cugini, i Posalaquaglia, che vivono di espedienti, prestandosi anche a false testimonianze in pretura. I due vendono la propria testimonianza, sia a una procace signorina ferita alle terga da un cacciatore, sia al cacciatore stesso, non immaginando che si tratti della medesima causa! Quando Peppino, che nel film interpreta il cugino più evoluto, capisce che sono entrambi testimoni pro e contro nella stessa causa, se ne duole con Totò il quale, non cogliendo la gravità della situazione, risponde: “Embè, con una fava pigliamo due piccioni. Quando si dice la fortuna”. “No, quando si dice che uno è fesso”, replica Peppino.

Con questa scena, a mio parere, in assoluto tra le più esilaranti della carriera dei due sommi attori, chiudo questo articolo, con la speranza di aver strappato un sorriso al lettore, con l’augurio che il nuovo anno porti a tutto il Paese motivi per sorridere, evitando il finale che il destino riserva ai Posalaquaglia…

Buon anno a tutti!